27,9 milioni di euro per digitalizzare il patrimonio culturale

Digitalizzazione degli archivi catastali e dei quotidiani postunitari: è quanto previsto dalla seconda gara avviata per arricchire e organizzare il patrimonio culturale digitale nazionale.

La gara è pubblicata da Invitalia in qualità di Centrale di Committenza unica per i progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale previsti dal Pnrr.

L’obiettivo della procedura di gara, volta alla conclusione di Accordi Quadro multilaterali con più fornitori, è affidare agli appaltatori selezionati i servizi di digitalizzazione del patrimonio culturale.

In particolare, la procedura di gara è articolata in 7 lotti geografici che interessano regioni da Nord a Sud e le isole per l’aggiudicazione di altrettanti Accordi Quadro con più operatori economici; all’interno dei lotti geografici gli specifici Progetti di digitalizzazione in capo ai diversi soggetti destinatari sono distribuiti in Cluster. A ciascun aggiudicatario verrà assegnato uno (o più) Cluster, nell’ambito del quale eseguire i servizi.

Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato per il 7 novembre 2022. Tutti i dettagli sono disponibili sulla piattaforma https://ingate.invitalia.it/web/login.shtml.

ARCHIVI E BIBLIOTECHE

Questa procedura presenta due grandi filoni di investimento. Il primo, rivolto al settore archivistico, riguarderà la digitalizzazione degli archivi catastali degli Archivi di Stato di 19 capoluoghi di Regione di tutta Italia.

Con questo progetto, sarà resa disponibile per la consultazione online una risorsa essenziale per conoscere la storia del territorio e, conseguentemente, delle comunità che in esso vivono, dimostrando, ancora una volta, quanto centrale sia il ruolo degli Archivi e della documentazione in essi conservata e resa fruibile.

Il secondo, rivolto alle biblioteche, prevede la digitalizzazione di una ingente quantità di giornali quotidiani postunitari, editi in diverse città d’Italia fra il 1861 e il 1955, e oggi conservati negli importanti fondi delle Biblioteche Nazionali Centrali di Firenze e Roma e delle Biblioteche Nazionali di Milano e di Napoli.

Si tratta di un patrimonio prezioso per la ricostruzione di una storia plurale come quella del nostro Paese: un bene di grande interesse dal punto di vista sociale, economico, culturale. In molti casi, i giornali restano i soli testimoni di vicende che nessun altro documento riesce più a restituire.

Un tassello fondamentale, quindi, per riannodare, dal basso, i fili della nostra storia sociale e politica, e un passo decisivo verso l’ambizioso progetto di costituire una emeroteca digitale nazionale.

33 MILIONI DI NUOVE RISORSE DIGITALI

Il progetto avrà un valore complessivo di 27,9 milioni di euro e costituisce uno degli interventi più significativi mai condotti a livello italiano ed europeo per mettere a disposizione di tutti il patrimonio bibliotecario e archivistico grazie a riproduzioni digitali di alta qualità.

Una iniziativa che produrrà ben 21 milioni di nuove digitalizzazioni di documenti d’archivio. Fra questi sono inclusi registri, inventari, carte sciolte e mappe catastali, la cui digitalizzazione permetterà una fruizione agevolata per mezzo di appositi portali.

Saranno oltre 12 milioni le pagine di quotidiani così acquisite, con un considerevole incremento delle collezioni digitali nazionali.

Complessivamente, l’operazione di digitalizzazione della categoria ‘carta’ produrrà ben 33 milioni di nuove risorse digitali, ciascuna corredata dai propri metadati descrittivi che ne consentiranno la reperibilità all’interno della Digital library nazionale, obiettivo di sviluppo di lungo periodo nell’ambito del Pnrr.

Tutti questi interventi contribuiranno al raggiungimento del target europeo di programma: 65 milioni di risorse digitali pubblicate e accessibili per mezzo della Digital Library entro la fine del 2025.

La procedura di gara prevede l’assegnazione delle attività di digitalizzazione a più operatori economici, per potere rispettare vincoli temporali e obiettivi fissati dal Pnrr.

Lo strumento dell’Accordo Quadro multilaterale costituisce un supporto alla governance dell’intervento: permette alla Pa di accelerare l’attuazione del Pnrr, favorisce la più ampia partecipazione e l’individuazione di molteplici operatori qualificati, e consente al mercato di organizzare l’offerta a fronte di una domanda ingente dal punto di vista quantitativo e sfidante dal punto di vista tecnologico.

fonte Agenzia DIRE