Continua la diatriba fra i consiglieri comunali


diLiliana Blanco - Pubblicato il 24 Luglio 2010 - 12:52

Sulla vicenda dei franchi tiratori in consiglio comunale nel corso dell’elezione del presidente del Consiglio si pronunzia il socialista Piero Lo Nigro. “Non è mio costume alimentare polemiche, tantomeno col giovane Di Stefano che aveva garantito sia personalmente sia in sede di riunione del partito di appartenenza che avrebbe mi avrebbe votato . Fino all’ultimo confermava che potevo rappresentare la migliore soluzione possibile innquesto costesto all’interno del Consiglio Comunale tant’è che tutto il partiti Liberi e gelesi era a sostengo di Piero Lo Nigro presidente. Mi stranizza il comportamento fortemente contraddittorio generato da suggeritori attenti a ben altro rispetto all’interesse della città. Avrei gradito da parte di un giovane capacità di inziativa ma non trasformismo comportamentale e auspico che sia Liberi e gelesi a chiarire la vicenda.

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Leggendo la notizia sopra riportata mi è venuto in mente uno di quei detti che mio nonno era solito ripetermi in alcune situazioni particolari:RICORDATI CARO NIPOTINO CHI A SCIARRA E' SEMPRI 'PPA' CUTRA ( LA GUERRA è SEMPRE PER LA COPERTA); in parole povere: a livello di consiglio comunale le beghe politiche e demagogiche stanno ritornando ad essere quelle di prima e cioè la sete di potere. Son passate poche settimane da quando son finiti i proclami elettorali e la sete di "servizio" (poichè per questo sono eletti coloro che dovrebbero far risalire la china sociale di Gela) si è seccata, e mentre a Roma si discute Sagunto viene assediata. Tutte le belle parole si son sciolte al sole estivo, i bei discorsi sono finiti tra le nuvole che il vento ha sospinto sempre più in alto; verrebbe da dire: CI AVETE PRESO ANCORA PER I FONDELLI, MA NOI NON CI LASCEREMO INTIMORIRE DAL VOSTRO MODO DI GESTIRE LA COSA PUBBLICA.
E intanto la mia amata città viene depredata, avvilita, annichilita da chi pensa che uno scranno comunale gli possa far guardare tutti dall'alto verso il basso; Totò soleva dire che la vita è come una LIVELLA; quindi cosa ne sarà del nostro passaggio sulla terra se non quello che lasceremo?
Ma chi sta a palazzo di città cosa sta lasciando ( o meglio cosa sta costruendo) di buono per la propria città?
Alcuni nostri politici (cfr on.Aldisio) hanno lasciato il loro nome impresso su marmo e bronzo, ma gli attuali politici o pseudo tali spero che non lascino impresso i loro nomi sulla sabbia