Il Gela cede in casa col Cassino


diGiuseppe D′Onchia - Pubblicato il 08 Marzo 2010 - 10:54

Periodo nerissimo per il Gela. La squadra biancazzurra perde anche con il Cassino ed incassa la seconda sconfitta di fila. Una domenica tutta da dimenticare per il club presieduto da Angelo Tuccio. Schiavon e compagni sono sempre in piena zona play-off, ma adesso sentono sul collo il fiato del Barletta, altra pretendente agli spareggi promozione, distante un solo punto. Tanti i demeriti del Gela nella partita giocata coi laziali. Non avere saputo indirizzare la gara sui binari giusti quando si erano create le condizioni. Il riferimento ci porta subito al 14’ del secondo tempo, sul risultato di 0-0. L’attaccante La Porta, davanti ad Indiveri, fallisce un calcio di rigore in movimento. Chi sbaglia paga. E la legge non scritta si ripete anche al Presti. La cronaca. Su un campo ai limiti della praticabilità per la pioggia battente,  si assiste ad un primo tempo che fornisce poche emozioni sia dall’una che dall’altra parte. Al 3’ il tiro di Cruciani non sortisce gli effetti sperati. Gli ospiti rispondono al 7’ con Bracaletti che non inquadra lo specchio della porta. Si va al 21’: Cruciani calcia una punizione, intercettata da La Porta: il tiro è deviato in angolo. Proteste in casa Cassino per un presunto fallo di rigore: è’ il 30’. L’arbitro lascia continuare. Identica situazione, cinque minuti dopo nell’area laziale. Il primo tempo finisce qui. Nella ripresa, il Gela parte pigiando sull’acceleratore. Al 7’ è Indiveri a dire di no ad una conclusione di Cruciani. Sette minuti dopo, il gol fallito da La Porta che vi abbiamo già raccontato. E al primo affondo, la squadra di Pellegrino passa. Al 21’ c’è un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore: se ne incarica della battuta Mezgour che trafigge Nordi. Provenza prova a cambiare le carte in tavola: fuori un difensore, dentro un altro attaccante, Agostinelli. Ma non è giornata. Su un contropiede viziato da un grossolano fuori gioco non visto dall’assistente di linea, arriva il raddoppio. A firmarlo è Jefferson. E’ il 32’. Il classico colpo del ko. I biancazzurri provano a reagire, anche se in maniera confusa. Al 39’ Indiveri dice di no al tiro di Cruciani; al 44’ si grida al gol, ma nulla da fare. Un minuto dopo, Agostinelli accende la fiammella della speranza realizzando il gol dell’uno a due. L’arbitro assegna cinque minuti di recupero. In campo il Gela ha ben quattro attaccanti, con l’ingresso di Estevez. L’ultimo sussulto lo registriamo al 48’ ma il risultato non cambia. Finisce tra i fischi del poco pubblico presente. Una sconfitta pesante. Sarà compito dello staff tecnico analizzare i motivi che hanno portato il Gela in questa situazione. E bisognerà porvi rimedio, prima che sia troppo tardi…

 

 

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