Estorsione a Gela: un arresto


diGiuseppe D′Onchia - Pubblicato il 03 Marzo 2010 - 13:15

Si è presentato all’imprenditore, come un appartenente alla consorteria mafiosa della “Stidda”. Inequivocabile il contenuto della sua richiesta: l’immediata consegna di uno degli articoli trattati dalla vittima e, subito dopo, la “classica” tangente: 500 euro mensili. I due interlocutori, però, non sapevano che il colloquio era monitorato dalla Polizia. Gli inquirenti, infatti, avevano più volte notato la presenza, in pieno centro storico, dell’esponente mafioso, sorvegliato speciale con l’obbligo di soggiorno. Non andava sicuramente dall’imprenditore, al fine di chiedere un posto di lavoro. E questo lo hanno ben capito gli investigatori che, attraverso filmati e registrazioni, hanno chiuso il cerchio. Convocata in commissariato e messa davanti a delle prove inconfutabili, la vittima ha confermato, dopo non poche riservatezze, che si trattava di una richiesta di pizzo. Ed ieri mattina, è scattato l’arresto. In manette è finito Angelo Canerini, 37 anni (nella foto), di Niscemi, ma da anni residente a Gela. L’uomo è stato bloccato nelle vicinanze di piazza Martiri della Libertà. Aveva con sé una pistola a tamburo a salve, priva di tappo rosso. Alla vista della Polizia ha tentato una fuga a bordo della sua macchina, ma è stato prontamente bloccato ed assicurato alla giustizia. Dovrà rispondere di estorsione aggravata e tentata. Angelo Canerini, non è nuovo a precedenti penali: il 2007 e sempre il  2 marzo, stesso giorno in cui è stato arrestato ieri, fu bloccato a Brescia dalla Polizia di Niscemi in collaborazione con la Squadra Mobile di Caltanissetta per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di droga, nell’ambito dell’operazione Plebis.  Con lui in manette finirono altre 18 persone. L’arresto odierno conferma – è stato ribadito in conferenza stampa – la massima attenzione in tema di contrasto ai fenomeni estorsivi.
 

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