Gela, gravissimo fatto di sangue in via Erofilo
Tentato omicidio la scorsa notte a Gela. Una vicenda inquietante. Uno spaccato sociale su cui riflettere. Si teme, suffragata da ipotesi investigative, un contrasto di sangue all’interno della consorteria mafiosa di Cosa Nostra a Gela. C’è un uomo ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale di Caltanissetta, colpito al volto da numerosi pallettoni sparati da un fucile. Si tratta di Emanuele Argenti (nella foto in basso), di 29 anni. Ci sono anche due arresti, eseguiti con immediata efficacia dalla Polizia del locale Commissariato. In manette sono finiti Alessandro Pellegrino, 20 anni, e Pietro Caruso, 26. Gli inquirenti li hanno identificati attraverso la testimonianza di una donna ed analizzando le riprese delle telecamere collocate in via Palazzi. Perché il tentato omicidio, di cui devono rispondere, aveva avuto un prologo 40 minuti prima dell’agguato, che si è verificato in via Erofilo, nel quartiere Margi, in cui risiede proprio l’Argenti. Quest’ultimo, infatti, intorno alla mezzanotte, si è reso protagonista di un’aggressione, probabilmente con quelli che poi sarebbero stati i suoi killers. Dalle immagini si nota la presenza di un motorino ed il fuggi fuggi generale. Per gli investigatori, si tratta dello stesso motorino utilizzato da Pellegrino e Caruso per uccidere la vittima. Poco prima dell’una, i due arrestati si sono presentati sotto l’abitazione di Argenti. Hanno fatto tanto di quel rumore con lo scooter che hanno attirato l’attenzione dello stesso Argenti. L’uomo si è affacciato dal balcone, al secondo piano, ed è stato raggiunto da una selva di pallettoni sparati da un fucile. Immediata la corsa all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela ed il successivo trasferimento al nosocomio del capoluogo nisseno. La testimonianza di una donna, compagna di Argenti e presente al momento del fatto criminoso, è stata indispensabile per la Polizia al fine di dare un volto ed un nome ai due sicari. Rinvenuto il motorino (Piaggio Liberty) utilizzato da Pellegrino e Caruso. E’ stato sequestrato nell’abitazione di quest’ultimo. A casa di Pellegrino, invece, sono stati trovati un biglietto aereo elettronico, di sola andata per il prossimo 2 marzo, con destinazione Colonia-Bonn, in partenza da Catania ed una valigia contenente abbigliamento. Dunque, secondo le indagini, l’azione criminosa era stata pianificata da tempo. I due arrestati sono stati tradotti nel carcere di Caltagirone.




