Provincia: registro tumori, si parte con lo studio


diLiliana Blanco - Pubblicato il 23 Febbraio 2010 - 15:49

L’attività del Registro tumori della Provincia di Caltanissetta è partita: la prima riunione operativa fra i  due organismi che collaborano ha avuto luogo nella sede dell’Ente provinciale.  “Conoscere per prevenire. Conoscere per curare. Registrazione dei tumori e stili di vita positivi nella provincia di Caltanissetta” è il progetto che l’Amministrazione provinciale nissena ha finanziato per 540 mula euro in tre anni.  “Lo studio riguarda i soggetti deceduti a causa di un tumore o che soffrono per la malattia – ha spiegato lo specialista La Paglia -. Il comitato scientifico studierà le cause di morte o, se il paziente è vivo, la tipologia della malattia inserita in un contesto lavorativo, sociale, con diramazioni di familiarità per comprendere la storia del quadro clinico e la sua evoluzione”. E’ stato approvato il regolamento per la gestione del progetto;  l’8 marzo le parti si riuniranno per l’elaborazione del programma dettagliato di attività presso la sede di via Turati. Il Centro servirà  da  sportello informativo e centro di raccordo tra gli enti. Il 7 maggio si terrà un convegno per la presentazione del progetto sul territorio, la creazione di un sito internet, lo svolgimento di workshop per elaborare modelli specifici di intervento. Verranno organizzate attività d’informazione e formazione peri i medici, degli operatori sanitari, sociali e sociosanitari della provincia di Caltanissetta al fine di implementare forme di collaborazione degli stessi  nell’attività di registrazione dei tumori. “E’ un momento storico per il nostro territorio, che attende da tanti anni questo Registro”, ha rimarcato a tal proposito il presidente dell’Ap on. Giuseppe Federico. “E’ uno strumento che ci consentirà di migliorare diagnosi e terapie, mettendo i malati al centro della nostra attenzione ed alle famiglie.

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vi voglio raccontare una storia :
un mio familiare stava molto male e si è recato dal medico di base che ha sottovalutato il suo problema di salute; allora, siccome stava molto male si è recato al pronto soccorso , ed è stato rimandato a casa con un antidolorifico e una diagnosi generica.
Ma, il malato giorno dopo giorno stava sempre più male, così i parenti hanno deciso di trasferirlo in un ospedale del nord italia e lì è stata fatta la diagnosi con le succesive terapie.
leggendo questo articolo ho deciso di scrivere ponendo la seguente domanda ,( che molti gelesi si pongono) :
perchè in una città ad alto rischio tumorale, come gela non ci sono nè le strutture sanitarie nè il personale medico e paramedico (compresi i medici di base) preparati a fare diagnosi precoci e non?
perchè non esiste ancora una struttura che permetta ai malati di continuare le cure a gela?
sicuramente ci sono delle responsabilità sia politiche che di interessi economici , ma gli unici che pagano sono i cittadini , quei cittadini che ai politici hanno dato il loro voto, che un segno di fiducia, fiducia non corrisposta
anonimo piemontese