Gela, ladri in parrocchia
Amara scoperta questa mattina per don Lino Di Dio, vice parroco della chiesa del Carmine di piazza Roma, a Gela. Sconosciuti ladri, nella notte, si sono arrampicati attraverso un tubo di scolo dell’acqua e si sono portati al primo piano della parrocchia. Hanno rotto i vetri della finestra, che si affaccia in via Cairoli, e si sono introdotti nel luogo sacro. Il loro obiettivo era impossessarsi dei soldi custoditi nella cassetta delle offerte dei fedeli, collocata all’interno del salone parrocchiale. Sapevano come agire e dove perpetrare il furto. Erano anche a conoscenza del luogo in cui il parroco Giuseppe Bentivegna (assente per malattia) deposita le chiavi dell’offertorio. Erano dentro un cassetto della scrivania. Armati probabilmente di un utensile, hanno rotto il cassetto e preso le chiavi. A quel punto è stato un gioco da ragazzi aprire la cassetta delle offerte e rubare i soldi. Secondo una prima stima, il bottino ammonta a 1000 euro. Dopodiché sono usciti dalla porta d’ingresso, facilmente apribile dall’interno e sono scappati. L’episodio si sarebbe verificato in piena notte. Nessuno ha visto e sentito. Ma c’è un particolare al vaglio della Scientifica dei Carabinieri n questa vicenda. I ladri, infatti, hanno lasciato numerose impronte e, soprattutto, tracce di sangue. Nello sfondare il vetro, infatti, si sono feriti probabilmente alle mani. Tracce di sangue sono state rinvenute sia sulla scala, sul corridoio che nel salone parrocchiale. Un dato investigativo che potrebbe dare una svolta alle indagini avviate dai militari dell’Arma guidati dal capitano Pasquale Saccone. La chiesa del Carmine non è nuova ad episodi del genere. L’ottobre scorso, fu trafugata la cassette delle elemosine destinata agli indigenti del quartiere. In quel caso furono rubati 1200 euro. Singolare la modalità del colpo: i ladri si intrattennero in chiesa dopo la messa e dopo avere atteso che i parrocchiani uscissero e i sacerdoti andassero via, arraffarono i soldi.



