Diga Comunelli: la parola al consorzio di bonifica


diLiliana Blanco - Pubblicato il 13 Gennaio 2010 - 15:03

Lo svaso della diga Comunelli era stato programmato.La dirigenza del Consorzio di bonifica risponde all’esposto presentato qualche settimana fa del presidente della Confederazione italiana agricoltori di Gela, Salvatore D’Arma  e dei circa duecento agricoltori del comprensorio che lamentavano lo svuotamento non programmato dell’invaso che avrebbe provocato danni ingenti nell’economia delle ditte che avevano programmato l’attività agricola ma hanno fatto i conti senza l’oste. Sin dal mese di dicembre 2008 – scrivono il direttore generale Vincenzo Caruso,il responsabile del settore dighe Salvatore D’Arma ed il capo area del consorzio di bonifica n.5 della Piana di Gela Gaetano Petralia  - l’iniziativa relativa allo svaso della diga è stata intrapresa sulla scorta del Dpr n.1369 del 1959 che regola le grandi dighe, aggiornato con la norma del ’95. Gli agricoltori sono stati avvertiti con un avviso pubblico affisso all’Albo pretorio del Comune di Gela, della necessità di svaso della diga Comunelli a causa delle precipitazioni straordinarie di quel periodo, il consorzio ha formulato una proposta operativa per conciliare le esigenze di produzione. E’ stato concordato con il Prefetto, alla presenza dei dirigenti dell’ARRA, di dare corso all’impegno con una modulistica che gli agricoltori non hanno utilizzato. Solo con l’azione del personale consortile destinato alle campagne è stato possibile programmare la gestione. In settembre, nel corso della visita del personale di vigilanza dell’Ufficio dighe di Palermo è stato accertato un quantitativo di fango pari a 84,65 m. e questo ha dato l’input alla dirigenza di svuotare l’invaso. Tra la fine di settembre ed ottobre 2009 sono stati accumulati 56 mm di pioggia e 152 mm e questo ha fatto temere il superamento della quota limite di 87 m. 

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