Niscemi, 500 bimbi scrivono a Barack Obama: "blocca il muos"
Cinquecento lettere degli alunni delle scuole elementari e medie di Niscemi saranno presto recapitate al presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama (nella foto).I bambini siciliani chiedono “all’uomo più potente del mondo” che blocchi la costruzione dell’impianto Muos, il sistema-radar di rilevazione satellitare ad alta frequenza che le forze armate americane vorrebbero realizzare in “contrada Ulmo” a poco più di due km dal centro abitato. La popolazione, scesa in piazza più volte a protestare, teme che i campi magnetici della base militare possano causare danni alla salute.
Le lettere sono state consegnate oggi, alle 14, all’ambasciatore americano, a Roma, dall’uomo-simbolo delle battaglie civili di Niscemi, Giuseppe Maida, insegnante, promotore di tante campagne ambientaliste.
E’ stata la stessa sede diplomatica statunitense in Italia a convocarlo, dopo mesi di attesa, con un fax a firma dell’addetto stampa,Paola Thiede.
Maida, che, in tenda, ha soggiornato a lungo a Palermo (davanti alla sede del governo della Regione Sicilia) e a Roma (davanti al Quirinale) per sensibilizzare i vertici di Stato e Regione al problema di Niscemi, è stato accompagnato dalla moglie, Rosetta Cipolla, dai figli, Leonardo e Gaetano, e dal vicario episcopale, don Giuseppe Giugno, direttore della Caritas della diocesi di Piazza Armerina.
All’ambasciatore americano sono stati consegnati anche gli atti ufficiali anti Muos deliberati delle amministrazioni di cinque comuni, tra cui quello di Niscemi, delle giunte provinciale di Caltanissetta e di Catania, una petizione con 4.600 firme, promossa dagli studenti del Liceo Scientifico di Niscemi, e una rassegna stampa dei servizi giornalistici pubblicati sull’intera vicenda.
Maida e il singolare gruppo al suo seguito, si sono recati subito dopo al Quirinale, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per consegnare la stessa documentazione al Capo dello Stato. Niscemi e il suo territorio non vogliono morire di radiazioni letali.
Maida e la popolazione niscemese sperano perciò che da New York o da Roma giunga lo stop all’installazione della centrale Muos di contrada Ulmo.



