Petrolchimico di Gela, interviene la politica


diGiuseppe D′Onchia - Pubblicato il 30 Giugno 2009 - 20:21

La vertenza della Fiat di Termini Imerese dà lo spunto a molti politici di Gela per prendere posizione a sostegno dell’economia di Gela e suonare un campanello d’allarme sulle sorti del petrolchimico. L’Onorevole Miguel Donegani accusa l’Eni di trattare la Sicilia come una colonia e fa riferimento ai 250 milioni di euro di investimenti tagliati per lo sviluppo della raffineria con conseguenze pesanti anche sull’indotto. Per i consiglieri comunali Lucio Greco e Salvatore Scuvera del PdL la Fiat di Termini Imerese rischia di diventare un centro di rottamazione e la raffineria di Gela un deposito di carburanti. Presentano un’interrogazione al sindaco e al presidente del Consiglio con cui chiedono di sapere gli atti che il primo cittadino e la giunta intendono compiere per scongiurare il disimpegno dell’Eni. Infine il consigliere comunale dell’Mpa Terenziano Di Stefano sintetizza in tre punti le rivendicazioni economiche del momento: verifica della situazione occupazionale del diretto e dell’indotto della raffineria, controllo di appalti e subappalti per la sicurezza nello stabilimento; investimenti dell’Eni a Gela e pianificazione dello sviluppo.
 

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