Dal mare al museo i reperti recuperati dai carabinieri
Frammenti di anfore di epoche storiche che vanno da quella classica a quella ellenistica e romana, una parte di colonnina in pietra del XVIII secolo; un pregiato piatto di ceramica bizantina con una colomba stampata al centro: sono solo alcuni dei 27 reperti archeologici che l’Arma dei carabinieri ha recuperato nei giorni scorsi nelle acque antistanti a contrada Bulala a 50 metri dalla costa orientale di Gela. L’importante scoperta è stata presentata il 20 giugno al Museo archeologico regionale dall’assessore regionale ai beni culturali Gaetano Armao; dal Soprintendente al mare Sebastiano Tusa, alla presenza del prefetto di Caltanissetta Vincenzo Petrucci, del direttore del Museo Salvatore Gueli, del vicesindaco del Comune di Gela Elisa Nuara, del capitano dei Carabinieri Pasquale Saccone, del comandante della Guardia di Finanza Naziario Saccia. “Il nostro mare – ha commentato l’assessore Armao – continua a restituire reperti di valore inestimabile a dimostrazione di una stratificazione culturale: assume un valore particolare per Gela la cui immagine è offuscata da fatti di mafia, i quanto rappresentano la possibilità concreta di un cambiamento che possa essere legato alla valorizzazione dei beni culturali. L’Emporio arcaico è la testimonianza del ruolo di Gela nell’epoca classica e di quello che può tornare a rivestire nel Mediterraneo con la giusta attenzione che le istituzioni intendono concederle”. “La Soprintendenza di Caltanissetta – ha detto la responsabile per il territorio di Gela, Rosalba Panvini – vuole fugare l’abitudine di piangersi addosso e ha deciso di vincolare l’area de ‘La Conchiglia’ per poi presentare il progetto di ripristino all’assessorato regionale al fine di contribuire allo sviluppo economico che con il patrimonio archeologico ci concilia bene”.



