Niscemi, cinque in manette per tentata estorsione
Avrebbero tentato di estorcere denaro ad un proprietario terriero, giustificandolo come risarcimento di una inesistente e fantomatica obbligazione contratta dalla vittima, derivante dalla differenza di valore, calcolata tra il fondo acquistato all’asta e la cifra dello stesso terreno, prima che venisse confiscato dal Tribunale di Gela, agli ex titolari. Denaro da pagare in contante, 170.000 euro. E se la vittima si fosse rifiutata, il gruppo malavitoso sarebbe passato alle vie di fatto, così come emerge da alcune intercettazioni ambientali. Cinque le persone arrestate dalla Polizia del Commissariato di Niscemi e dalla Squadra Mobile di Caltanissetta. Le manette sono scattate ai polsi di Arcangelo Ottavario, 78 anni, posto ai domiciliari, e del figlio, Gioacchino Ottavario di 36, entrambi di Canicattì. In carcere anche tre catanesi, assoldati per riscuotere il pizzo. Si tratta di Flavio Laudani, 24 anni; Alessandro Lanzafame, 30 e Alberto Benito Privitera, 21 anni. Tutti devono rispondere di tentata estorsione aggravata. Arcangelo Ottavario, al quale mesi addietro ignoti hanno bruciato un’autovettura, era il proprietario del fondo agricolo, che sorge in contrada Feudo Nobile, nell’agro di Gela. Ottavario ha avanzato negli anni richieste di denaro al nuovo proprietario. Il suo obiettivo era quello di ritornare in possesso del bene immobile, attraverso il pagamento del pizzo. La vittima però si è ribellata e si è rivolta agli inquirenti. Il Questore di Caltanissetta, Guido Marino, ha sottolineato che il gruppo di delinquenti finito in carcere la scorsa notte, ha tenuto un atteggiamento tracotante ed arrogante al fine di estorcere i soldi.
Secondo gli inquirenti, il gruppo malavitoso avrebbe puntato il proprio mirino anche su altri proprietari terrieri. Dunque, si è interrotto sul nascere un progetto criminoso che sicuramente sarebbe andato avanti. Nella vicenda scoperta dalla Polizia, figura anche il nome del boss di Cosa Nostra, Carmelo Barbieri, inteso “U pruffisuri”. Il neo collaboratore di giustizia, su richiesta dei congiunti Ottavario, avrebbe ricoperto il ruolo di mediatore.



