25.04.2014

Giuseppe D'Onchia - 25.08.2009 - 11:27

Ennesima croce sulla strada statale 115, Gela-Licata, tristemente famosa per i numerosi incidenti, tanti dei qual mortali, che si verificano da un paio di anni a questa parte. Ieri sera, poco dopo le 23, a perdere la vita è stata una ragazza di 23 anni, Stefania Raniolo (nella foto), nata e residente a Caltagirone. La vittima era in sella ad un quood (una moto a 4 ruote), condotto dal fidanzato, il gelese Emanuele Susino, commerciante di 34 anni. Stavano percorrendo il km.256, in contrada Femmina Morta, in direzione del centro abitato gelese, di ritorno dalla località balneare di Manfria quando, per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri della locale compagnia, diretti dal capitano Pasquale Saccone, il mezzo ha cominciato a sbandare spaventosamente, su un tratto di strada rettilineo, impattando contro il guard-rail, capovolgendosi più volte su se stesso e finendo la propria corsa al centro della carreggiata. Nell’impatto spaventoso, i due occupanti (che viaggiavano senza il casco di protezione), sono stati sbalzati in un canale sottostante, alto quasi 8 metri. La ragazza è morta sul colpo, dopo avere battuto violentemente il capo sul terrapieno; il fidanzato, invece, è rimasto ferito. E’ stato un automobilista di passaggio, che si è accorto della presenza del  quood distrutto in mezzo alla strada,  a chiamare i soccorsi. Giunti sul posto, i sanitari del 118, i vigili del Fuoco ed i Carabinieri, hanno setacciato la zona alla ricerca degli occupanti. Sono state le urla di dolore del ragazzo a richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine, sul posto in cui si trovava. Il motociclista è stato subito trasferito con l’ambulanza al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele. E’ in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Ha riportato numerose lesioni in tutto il corpo. Per la giovane Stefania Raniolo, non c’è stato nulla da fare. Il suo corpo non dava segni di vita. E’ stato recuperato,  posto in una bara e trasportato all’obitorio del cimitero Farello. I due ragazzi, fidanzati da appena un anno, avevano trascorso la serata in compagnia di amici in una casa di villeggiatura. Stavano tornando a Gela da dove avrebbero preso l’auto per dirigersi verso la città calatina; la vittima, infatti,  doveva tornare a casa dai suoi genitori. La notizia della scomparsa di Stefania Raniolo si è sparsa immediatamente. Dal centro etneo, in nottata, sono giunti parenti ed amici. Per loro, una scena straziante. Adesso sarà compito della magistratura accertare la dinamica del sinistro mortale. Probabilmente sarà eseguita l’autopsia. La statale 115 Gela-Licata è stata teatro di altri incidenti funesti. Il 6 marzo scorso, nello scontro frontale tra due auto, perse la vita un militare della Marina in pensione, l’acese Paolo Giardino di 52 anni. Si registrarono anche 6 feriti. Qualche mese prima, in due distinti episodi, morirono due ragazze: Barbara Lo Iacono, di 29 anni, e Martina Trubia di  17 anni. Solo per casi fortuiti, in altri incidenti, non ci sono state vittime. L’ultimo episodio, il 26 febbraio: nello scontro tra un pullman di linea, un’automobile ed un motofurgone, il bilancio fu di tre feriti. 

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