Gela, emergenza occupazione nell'indotto Eni

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diFranco Infurna - Pubblicato il 11 Marzo 2009 - 14:36

Alla fine la montagna partorì il classico topolino. La montagna è l’Eni con la sua Raffineria di Gela che nell’estate del 2008 aveva fatto slittare a data da stabilire i lavori di manutenzione ordinaria e programmata degli impianti.Interventi per milioni di euro, attesi da tutti: indotto e diretto, perchè ad essi sono legati sicurezza e continuità operativa per le imprese appaltatrici e per i processi produttivi aziendali. I sindacati confederali e quelli dei chimici e dell’energia gridarono allo scandalo, denunciando il venir meno degli accordi e una pericolosa caduta di attenzione sulla sicurezza in fabbrica da parte della raffineria.
Nella vicenda, che ebbe vasta eco anche nel territorio, intervenne pure il sindaco con una pesante denuncia politica. Alla fine, l’azienda dell’Eni diffuse un comunicato con cui ribadiva i propri impegni facendo sapere che le opere di manutenzione programmata degli impianti sarebbero state avviate con l’inizio del 2009.
E qui il topolino che è stato partorito dall’azienda: i tanto attesi lavori, che sulla carta dovevano durare due mesi, sono stati concentrati in appena 30 giorni. E quando tutto si è concluso, sono riemersi i problemi di sempre legati ai livelli occupazionali dell’indotto. I sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Film-Cisl e Uilm-Uil hanno diffuso un loro comunicato nel quale denunciano il perenne stato di incertezza esistente nello stabilimento insieme con l’assoluta mancanza di un piano industriale. A pagarne le spese – si legge nella nota – sono i lavoratori dell’indotto, costretti a sottostare a una situazione poco gestibile. E lungi dalla voglia di fare facili allarmismi, le organizzazioni sindacali, si dicono seriamente preoccupate da certi pericolosi silenzi.
“La gestione, a volte troppo superficiale di ferie e cassa integrazione, non programmata - proseguono i sindacati - non risolve il problema ma diventa un palliativo per prendere tempo”.
E chiedono all’Eni di conoscere i futuri piani di investimento e la loro programmazione gestionale che va resa nota anche alle imprese appaltatrici.

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