Pizzo dai vigili urbani: Trainito (PdL) chiede istituzione Commissione Prefettizia
L’istituzione di una Commissione Prefettizia che faccia luce sull’episodio e che mette in evidenza se vi sono delle responsabilità da parte dell’amministrazione comunale o del corpo dei vigili urbani, è stata chiesta alla Presidenza del Consiglio dal capogruppo consiliare del Popolo delle Libertà, Gaetano Trainito (nella foto). L’episodio al quale si fa riferimento è quello denunciato, attraverso un libro, dal presidente della locale associazione antiracket. Renzo Caponetti nel volume di prossima pubblicazione dal titolo “No al pizzo”, sostiene che nel 2004 due vigili urbani in divisa, tuttora in servizio, gli avrebbero chiesto il pizzo. Lo stesso Caponetti, subito dopo, ha minimizzato parlando di regalie; nello stesso tempo, il sindaco, Rosario Crocetta, smentisce Caponetti, dicendo che è testimone dell’episodio e che il caso fu analizzato a suo tempo, ma non c’erano prove. Il gruppo consiliare del PdL, sostenendo che questa vicenda oltre a portare discredito all’immagine di Gela a livello nazionale, dimostra come vi sia in atto un aspro confronto tra organi istituzionali come l’amministrazione comunale e il corpo dei vigili urbani. E in merito alla vicenda, la Federazione Lavoratori Pubblici e dei Servizi della Cisl, esprime incredulità, profonda indignazione e manifesta solidarietà al comandante ed al corpo dei vigili urbani, i quali, pur impegnati quotidianamente nel difficile compito dell’espletamento dei servizi, nonostante la carenza cronica di personale e mezzi, ne escono mortificati.




Personalmente, ritengo che l'episodio raccontato nel libro di prossima pubblicazione del Sig. Caponetti sia ricollegabile ad una estrosa trovata pubblicitaria per aumentarne le vendite. Quello che racconta nel libro nella circostanza dei tempi e dei luoghi, doveva essere subito denunciato all'autorità giudiziaria, mi meraviglio che non l'abbia fatto anche perchè da quello che ho potuto leggere dalle vostre pubblicazioni il Sig. Caponetti è stato vittima ripetute volte di attentati alla sua persona e ai suoi beni e che a seguito di questi fatti andava in giro armato di pistola, quindi se è stato così temerario e coraggioso nei confronti dei veri delinquenti incalliti quali gli affiliati di cosa nostra o della stidda, non capisco come mai non abbia ripeto denunciato all'epoca dei fatti i due semplici ed inoffensivi vigili urabani,peraltro senza prove, che magari durante le feste natalizie si erano presentati presso il suo deposito per chiedergli effettivamente una regalia senza peraltro costringerlo illegalmente.
Nell'occasione esprimo un caloroso attestato di stima nei confronti di tutto il corpo dei vigili urbani di Gela e contemporaneamente nei confronti di tutte le forze dell'ordine. Per chi mi leggerà vi assicuro che non è facile lavorare in un territorio con le problematiche che ha la città di Gela.