Petrolchimico di Gela: due ore di sciopero nel ricordo di Salvatore Vittorioso


diAnonimo - Pubblicato il 29 Gennaio 2009 - 13:06

La scritta zero infortuni campeggia trionfante sul cartello all’ingresso del petrolchimico. Ma riguarda solo la Raffineria di Gela, non la Ecorigen Italia dove ieri sera un dipendente precario, Salvatore Vittorioso, di 34 anni, di Licata, è morto, ucciso dallo scoppio di un forno della linea 9100, che si stava mettendo in pressione dopo un intervento di manutenzione. L’incidente è avvenuto alle 21,30 all’isola 13. Un coperchio dell’apparecchiatura, un cosiddetto passo d’uomo, scagliato via dall’esplosione, lo ha investito insieme con le fiamme che lo avrebbero in parte carbonizzato. Il decesso è stato immediato. Vittorioso lascia la moglie e un figlio, che con altri parenti stamani si sono recati all’obitorio del cimitero di contrada Farello per vegliarne la salma. I compagni di lavoro lo ricordano come un grande lavoratore, altruista, generoso e disponibile. Era un dipendente a tempo determinato. Un precario. Ieri, aveva già effettuato il suo turno di lavoro dalle 8 alle 17, ma era rimasto in servizio ugualmente perchè gli avevano chiesto di dare una mano per avviare la linea di produzione. Purtroppo ha trovato la morte.
Le organizzazioni sindacali, Cgil Cisl e Uil, che da tempo denunciano un insufficiente livello di sicurezza alla Ecorigen, hanno proclamato due ore di sciopero dell’intero petrolchimico, dalle 8 alle 10, con manifestazione davanti ai cancelli della fabbrica. In un volantino attribuiscono alla proprietà e alla direzione dell’Ecorigen Italia, la piena responsabilità dello scoppio.
La battaglia sindacale per la sicurezza alla Ecorigen Italia si trascina da anni. I cinquanta dipendenti dell’azienda gelese denunciano numerosi precedenti con disservizi e incidenti dovuti a presunte carenze ed omissioni.
Un capoturno ricorda di essere stato sospeso per tre giorni dall’azienda solo perchè aveva deciso di fermare l’impianto per motivi di sicurezza conseguenti a delle accertate perdite di gas. Ora la vertenza è finita davanti al giudice del lavoro.
L’impianto dove è avvenuto il mortale infortunio è stato posto sotto sequestro giudiziario dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Gela, Monia Di Marco. Ma le indagini, portate avanti dai carabinieri della locale compagnia, vengono coordinate direttamente dal procuratore capo, Lucia Lotti. E’ stata disposta l’autopsia sul cadavere dello sfortunato operaio licatese. Per portare la solidarietà alla famiglia, ai colleghi di lavoro e ai sindacati, l’amministrazione comunale di Gela ha inviato al petrolchimico, durante lo sciopero di stamani, il vice sindaco, Elisa Nuara, e l’assessore all’ecologia, Enrico Vella.
Il sindaco Crocetta ha annunciato che al suo ritorno a Gela intende effettuare un sopralluogo nell’impianto della Ecorigen Italia ed avviare una vertenza cittadina per la sicurezza e la tutela ambientale. Intanto ha telefonato al suo collega di Licata per trasmettere il cordoglio personale e della città di Gela alla comunità licatese e alla famiglia di Salvatore Vittorioso.  Intanto, ha annunciato che si costituirà parte civile al processo contro l’azienda e che proclamerà a Gela il lutto cittadino per la giornata dei funerali.

 

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SONO UN DIPENDENTE DELLA RAFFINERIA DI GELA, E DEVO DIRE CHE APPENA SAPUTO DI QUESTA BRUTTA NOTIZIA MI SI E' GELATO IL SANGUE. PURTROPPO STAMANE NON MI SON POTUTO PRESENTARE ALLO SCIOPERO PERCHE' NON SONO DI GELA. IL MIO PENSIERO VA TUTTO ALLA FAMIGLIA DEL POVERO SALVATORE VITTORIOSO. CIAO TOTO'....

mi mancherai cugino mio tvb ora guardaci da lassu