Gela, sgominata organizzazione di usurai


diGiuseppe D′Onchia - Pubblicato il 11 Dicembre 2008 - 13:33

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Una vera e propria organizzazione dedita all’usura. L’hanno scoperta gli investigatori del locale Commissariato di Polizia e della Guardia di Finanza, dopo un accurata indagine, suffragata dalle dichiarazioni delle vittime che in sede di interrogatorio hanno ammesso di avere chiesto soldi per risolvere i loro problemi finanziari. Sette le persone arrestate, tra cui una donna. Gli imprenditori agricoli ed anche alcuni ristoratori di Gela e delle province di Caltanissetta e Catania in gravi difficoltà economiche si sarebbero rivolti a loro  per ottenere in prestito somme di denaro che hanno avuto con tassi elevati, che andavano dal 10 al 15 per cento fisso mensile. Le manette nella notte sono scattate ai polsi di Alessandro Di Stefano, 37 anni; Gaetano Pingo, 38 anni; Emilio Giarrizzo, 33; Giacomo Russello, 47; Giuseppe Caci, 32 anni; Emanuele Fontana, 45 anni e Rosaria Fontana di 32. Quest’ultimi due sono stati posti ai domiciliari. Sono accusati di usura continuata e riciclaggio. I fatti contestati risalgono agli anni dal 2004 al 2007. Quattordici, secondo le indagini, le vittime tuttora accertate. L’inchiesta si è sviluppata mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, numerosi servizi di osservazione sul territorio e attraverso accertamenti bancari. In alcuni casi, va sottolineata l’elevata consistenza degli importi movimentati finanziari nell’ordine di decine di migliaia di euro. In un caso, è stato accertato, un imprenditore chiese la  somma di 70.000 euro per avviare la propria attività, pagando un tasso usurario pari a 140.000 euro l’anno. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Gela, Lirio Conti, su richiesta della Procura della Repubblica, a firma dei sostituti Serafina Cannatà e Monia Di Marco.

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e' sempre la solita storia, poche persone, quasi sempre le stesse, e comunque figli d'arte, che sporcano il nome della nostra città. Ma la cosa che mi stupisce e che fra queste persone vi siano dei noti commercianti e nonostante le loro attività sono da considerare o meglio appaiono redditizie, essi devono comunque delinquere, e nel loro dna. Un reato infame questo che non merita nessun commento, dei cravattari, che vergogna, approfittare della gente in questo modo è una cosa inaudita, allucinante. Dovrebbero buttare le chiavi se le accuse sono riscontrate in giudizio. Quindi non è un fatto di mancanza di lavoro, forse noi gelesi siamo fatti in questo modo, forse è l'aria che resperimano che ci rende così come siamo ossia pieni di inutile boria e tracotanza. Un plauso alla forze dell'ordine va tributato, e i risultati si vedono nostante il contesto dove essi operano. Forse manca la politica, che secondo me, deve incidere in maniera efficace nei confronti dei giovani sin dalle scuole materne, ed intervenire specialmente in quelle famiglie difficili, attuando anche dei provvedimenti dastrici ed impopolari, perchè per gli adulti oramai non c'è niente da fare.



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