Gela, fuga di gas allo stabilimento: 20 intossicati


diFranco Infurna - Pubblicato il 04 Novembre 2008 - 20:13

Una misteriosa fuga di gas maleodorante, avvenuta nel petrolchimico di  Gela ha costretto una ventina di dipendenti delle aziende dell’Eni a ricorrere alle cure dell’infermeria di fabbrica. L’episodio è accaduto intorno alle 15,30. Le persone assistite hanno accusato bruciore alle vie respiratorie, senso di asfissia e nausea.  Gli infortunati sono quasi tutti analisti del laboratorio chimico. Ai sanitari hanno dichiarato che il gas che li ha investiti proveniva dall’esterno.
Esalazioni nauseabonde si sono avvertite per l’intera mattinata anche in città, dove sono arrivate dalla Raffineria, spinte dalla brezza di scirocco che in questi giorni spira su Gela. Nei quartieri della
periferia nord molte persone si sono sentite male. Numerose le telefonate giunte ai carabinieri, che hanno effettuato un sopralluogo nello stabilimento dell’Eni. Sotto osservazione gli impianti dell’Isola 8 e in particolare il reparto “Frazionamento BTX” dove, un mese, per una falla apertasi a un serbatoio di benzina semilavorata, si sviluppò un violento incendio, prontamente domato dalle squadre della sicurezza interna. Oggi, un’altra perdita di gas, durata pochi minuti, avrebbe
causato il malessere collettivo del personale della fabbrica. La situazione comunque viene definita sotto controllo.
La direzione aziendale ha avviato una propria indagine tecnica. I rappresentanti sindacali per la sicurezza hanno chiesto un incontro urgente con l’azienda. Il consiglio comunale, ieri sera, in una seduta monotematica, ha affrontato la situazione del petrolchimico alla luce delle denunce sindacali sul rinvio degli interventi di manutenzione ordinaria degli impianti deciso dall’azienda con risvolti negativi sul fronte ambientale e sul piano della sicurezza individuale e collettiva, negli impianti e in città. E’ stato intimato alla Raffineria di Gela di mantenere gli impegni attraverso gli investimenti promessi, pena l’apertura conflittuale di una vertenza col territorio.
 

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Poveri noi.
Beh! dire tutto sotto controllo è una parola grossa per i vertici aziendali Eni che anche oggi sperano di farla franca continuandoci ad avvelenarci e speculare sulle nostre teste. I poveri analisti del laboratorio della Raffineria Di Gela, sono stati abbandonati da tutti, dirigenza che li valuta adesso come nemici o persone fastidiose, i sindacati che si proclamano grandi guerrieri o condottieri di battaglie, (a loro interessa solo la tessera a fine mese) in quanto assenti e credetemi assenti del tutto, speriamo almeno il Buon Dio non si dimentichi anche lui di noi e illumini qualche ente preposto a fare luce su questo grande buio o tunnel che tutti i giorni ci troviamo di fronte.
Molta gente pensa che senza stabilimento petrolchimico non si possa andare più avanti,riflrttiamoci un po' sopra le alternative sono tante.
Non possiamo più assistere ad episodi del genere, promesse fatte aziendali da marinaio fatte dal dirigente di passaggio che viene a Gela ad occupare per un paio di anni una poltrona scomoda per poi averne una molto molto comda negli uffici dirigenziali di Roma.
La Politica??? i Politici??? dove soino?? chi li ha mai visti..
Gelesi, se siamo fieri di essere cittadini di questa terra martoriata, facciamo avanti e anche noi mettiamo il nostro piccolo contributo, per far si che tanta gente non nasca e non muoia più malformata o di tumore.

Sono anni che si grida al mondo e il mondo grida a noi che l'eni è il cancro per Gela e per i gelesi ...
Un'industria che ha portato speranza di lavoro e di sviluppo in questa citta' , ma che in realta' dietro a questa speranza nascondeva un'altra verita' ... "MORTE e schiavitu'"

E' impensabile come le autorita' e la Gela tutta , difendanio in un certo senso questo colosso che altro non è che una fabbrica della morte ..
Un colosso industriale che non fa' altro che sfruttare le nostre terre e il nostro patrimonio ambiendalistico , e che in cambio da' MORTE.
Vorrei che un giorno i gelesi , si svegliassero da questo torpore probabilmente causato dai fumi dell'industria , e che gridassero al mondo che Gela vuole vivere !!!
Abbiamo molte altre risorse per andare avanti in questa citta' .. risorse che non vengono considerate ma che potrebbero portare tanta ricchezza e prosperita' ai gelesi , senza bisogno di quella fabbrica della morte ..
Queste risorse sono le nostre splendide coste (invidiate da tutta la sicilia ma che opurtroppo non vengono curate) il nostro patrimonio culturale storico e archeologico , che non ha eguali in tutto il territorio nisseno , un porto mercantile , sfruttamento dell'immenso territorio agricolo gelese ecc ecc.
Su questo deve puntare la citta' di Gela per avere un vero "rinascimento" , queste ricchezze se utilizate al massimo potranno far sviluppare il nostro commercio dando ancora piuì lavoro ...

E' una vergogna inaudita che nel ventunesimo secolo valgono di piu' 200 milioni di euro prodotti ogni giorno da quell'industria della morte , che la vita di migliaia di infanti uomini e donne che muoiono ogni anno sul nostro territorio a causa dell'Eni

Gelesi ... Svegliatevi da questo torpore , fate vedere qual'è il vostro orgoglio gelese ... non potete restare inermi mentre vi uccidono ..
questo è indegno per qualsiasi uomo ,... essere ucciso senza opporre resistenza !!!

NON POSSO CHE ASSOCIARMI A TUTTO CIO CHE HAI DETTO.SIAMO COSI STUPIDI DA ACCETARE LA NOSTRA MORTE LENTA (VEDI CANCRO, TUMORI, MALFORMAZIONI E TANTO ALTRO) PIUTTOSTO CHE RIBELLARCI A QUESTA "VIOLENZA" CHE VIENE OPERATA SUL NOSTRO TERRITORIO!!! GIRO TANTISSIMO IN ITALIA ED ALL'ESTERO PER LAVORO E TI POSSO DIRE CHE CI SONO PAESI CHE VIVONO ALLA GRANDE DI TURISMO E TANTO ALTRO ED HANNO MOLTO MENO DA OFFRIRE RISPETTO AL NOSTRO TERRITORIO. FORSE UN GIORNO LO STABILIMENTO RADERA A SUOLO GELA E SOLO ALLORA LE NUOVE GENERAZIONI ED I "POCHI SUPERSTITI" PRENDERANNO COSCENZA DI COSA VERAMENTE E IL PETROLCHIMICO! SI POTREBBE TROVARE UNA VIA DI MEZZO PER FARE COABITARE L'INDUSTRIA E LA POVERA GENTE! BASTEREBBE INVESTIRE DI PIU SULLA SICUREZZA E L'AMMODERNAMENTO DEGLI IMPIANTI! REINVESTIRE PARTE DEI PROVENTI PER GELA, PARE PIU CONTROLLI E PREVENZIONE E PENSARE GIA DA OGGI AD UN FUTURO SENZA IL PETROLCHIMICO PERCHE VERRA UN TEMPO (DOPO CHE AVRANNO PROSCIUGATO TUTTE LE RISORSE) CHE LO STABILIMENTO SPARIRA O SI "AUTODISTRUGGERA". ALL'ORA NELL'ATTESA DI QUESTA APOCALISSE PERCHE NON PREPARIAMO IL NOSTRO FUTURO SENZA IL "MOSTRO ACIDO" CHE TUTTO CORRODE E CERCARE DI FARE GIRARE LA NOSTRA ECONOMIA SENZA DI LUI?

Ci è andata bene ancora una volta.. L'importante è che "tutto è sotto controllo". Voglio proprio vedere quando i gelesi capiranno che lo stabilimeto è solo un pericolo per la città..Stanno aspettanto che la situazione sia fuori controllo? Si dai..magari ci scappa l'ENNESIMO morto!
Complimenti vivissimi al Sindaco e al consiglio comunale per l'intelligentissima decisione presa:"E’ stato intimato alla Raffineria di Gela di mantenere gli impegni attraverso gli investimenti promessi, pena l’apertura conflittuale di una vertenza col territorio."
Buona fortuna per la prossima fuga di gas!!

Marco Passafiume

cerchiamo di muoverci affinche'la popolazione gelese non sia in pericolo,e la prossima' volta invece che finire in infermeria,per un incidente alla raffineria,finisca peggio per tutti,dato che non siamo tutelati da nessuno dai rischi a cui potremmo incorrere in caso di incidente piu' grave.