La sanità in Sicilia
Le logiche con cui si gestisce la sanità in Sicilia sono quelle clientelari. Ed i risultati si vedono: si assicurano i primariati onerosi e si tagliano le guardie mediche. Stamattina una delegazione della VI commissione sanità dell’assemblea regionale siciliana si è riunita a Niscemi per presentare la proposta per il risanamento della sanità dopo il buco prodotto dalla passata legislatura. Occhi puntati contro la gestione del governo della regione che nonostante il deficit nella sola provincia di Catania di un miliardo e mezzo di euro, continua ad ottenere privilegi. Speziale punta l’indice contro l’inettitudine dell’assessore regionale alla sanità. Due gli scandali sottolineati: quello della chiusura estiva di due reparti dell’ospedale per le ferie dei primari e quello del mancato completamento dell’ala nuova dell’ospedale di Niscemi che dopo 25 anni attende ancora la struttura sanitaria per non avere reperito 250 mila euro. C’è un decreto legislativo, il 299 approvato nel 99 che delega le regioni ad organizzare le strutture sanitarie sulla scorta delle esigenze dei cittadini, ha sottolineato il presidente regionale della Federsanità Anci, il sindaco di Caltanissetta.
Un altro problema riguarda la localizzazione della radioterapia a Gela: l’assessore alla sanità Orlando ribadisce la posizione dell’amministrazione comunale.



