Butera, arrestati due "stiddari" per tentata estorsione
Con atteggiamenti intimidatori ed avvalendosi dell’appartenenza alla consorteria mafiosa della Stidda, avrebbero chiesto il pizzo ad un imprenditore gelese che si stava occupando del restauro del cine-teatro dei Normanni, nel centro storico di Butera. Volevano il tre per cento sull’importo totale dei lavori, pari a due milioni di euro. E nel caso in cui la vittima non avesse dato loro quanto richiesto, avrebbe rischiato forti ritorsioni, tra cui un attentato dinamitardo. Ma i Carabinieri di Gela, agli ordini del capitano Pasquale Saccone e del tenente Andrea Orsini, hanno seguito passo passo la vicenda, attraverso un pressante controllo del territorio ed hanno assicurato alla giustizia i due estorsori. Si tratta di Roberto Giaquinta (nella foto a sinistra), 30 anni e di Emanuele Lauretta, 25 anni, che sono stati raggiunti, in carcere, da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Caltanissetta, Andrea Salvatore Catalano, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, Direzione Distrettuale Antimafia. L’imprenditore sarebbe stato vessato nel periodo compreso tra gennaio e febbraio di quest’anno. Rivolgendosi ad altri colleghi sul come comportarsi in riferimento alla richiesta di pizzo, sarebbe stato consigliato di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ma ha sempre taciuto. Messo alle corde dagli inquirenti, avrebbe ammesso di avere subito pressioni, confermando il tentativo di estorsione.
Roberto Giaquinta ed Emanuele Lauretta erano stati arrestati lo scorso 4 marzo, in flagranza di reato, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, per avere compiuto un’estorsione ai danni di un’altra impresa edile, la “G.F.Building Spa” (ex Gruppo Franza di Messina), impegnata nell’agro di Tenutella, nella costruzione dell’attuale villaggio vacanze “Sicania”. Giaquinta e Lauretta sono stati condannati in primo grado a 6 anni ciascuno.



