"Diplomi facili", perquisizioni a Gela

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diAnonimo - Pubblicato il 19 Luglio 2006 - 12:33

Una rete di «diplomi facili» in scuole a gestione privata, per la maturità o il recupero anni. Su questo filone d'inchiesta sta lavorando la Procura della Repubblica del Tribunale di Gela che, questa mattina, su indicazione del sostituto procuratore, Alessandro Sutera Sardo, ha ordinato ai militari della Guardia di Finanza della locale Compagnia, di perquisire da cima a fondo alcuni istituti privati paritari della Sicilia e della Calabria, riconducibili al "Michelangelo" di via Palazzi, a Gela. L'ipotesi di reato è quella di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed al falso. Nella sostanza, la magistratura sta cercando prove che confermino che presso gli istituti perquisiti si possano ottenere diplomi facili, addirittura senza frequentare i corsi annuali. L'istituto Michelangelo è collegato a numerose scuole delle province di Agrigento, Ragusa, Catania e Cosenza. Perquisizioni sono state effettuate anche nella sede distaccata di Licata. Nell'ambito degli interventi, sono stati sequestrati documenti ed atti relativi all'anno scolastico 2005-2006 ed i diplomi appena conseguiti. Perquisizioni sono state eseguite anche presso i Provveditorati agli Studi di Caltanissetta ed Agrigento. L'indagine è scaturita da alcuni esposti presentati alla locale Procura della Repubblica. I finanzieri di Gela, guidati dal Comandante Jonathan Pace, hanno requisito una ventina di  personal computer. Attraverso la lettura dei file  si cercheranno elementi utili per il prosieguo dell'inchiesta. Dalle indiscrezioni che trapelano, si starebbe delineando un'efficace «modus operandi», caratterizzato dalla fittizia o comunque del tutto occasionale frequentazione delle lezioni da parte dei candidati di ogni età, i quali, pur risiedendo o dimorando in differenti città, sarebbero stati iscritti come «studenti interni» presso istituti privati ubicati a centinaia di chilometri di distanza. Secondo gli inquirenti, gli iscritti, infatti, che per vari motivi anche professionali non potevano frequentare con assiduità le lezioni, si sarebbero recati presso gli istituti scolastici una volta ogni 2-3 mesi, solamente in occasione delle sole verifiche scritte «farsa», accordandosi preventivamente con i gestori delle scuole. Negli istituti scolastici privati, da quanto starebbe emergendo  dall'inchiesta, veniva svolto anche un fittizio svolgimento delle verifiche e dei compiti in classe da parte dei candidati «interni», necessarie a giustificarne la successiva ammissione agli esami conclusivi di Stato, consistente nella copiatura, sui compiti, delle risposte già fornite dagli stessi gestori o docenti. Dall'indagine, inoltre, si starebbe delineando un quadro ben preciso:  lo svolgimento delle verifiche sarebbe avvenuto addirittura a casa dai candidati, che poi li avrebbero inviati per posta agli istituti scolastici. Gli studenti che non potevano recarsi a scuola - sempre secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbero mandato al loro posto, d'accordo coi gestori d'istituto, degli amici che facevano così i «compiti in classe» al posto loro.