gela, firmato in prefettura l'accordo sulla vertenza conapro
Chiusa, ieri sera con un accordo in prefettura, la difficile vertenza sul caso Conapro, il consorzio di produzione e lavoro, espulso dal petrolchimico di Gela perchÈ non dispone della necessaria certificazione antimafia.
Le organizzazioni sindacali confederali, dopo precedenti incontri con le aziende dellÃEni e con lÃAssindustria, erano impegnate a trovare unÃintesa che garantisse la continuit‡ operativa ai 240 dipendenti del Conapro, senza ulteriori scossoni ma con la certezza dei diritti acquisiti. La situazione, infatti, rischiava di precipitare perchÈ i primi 40 operai erano stati licenziati gi‡ nella giornata di ieri. Un folto gruppo si era radunato nel tardo pomeriggio davanti al palazzo di citt‡ per parlare con il sindaco.
Ma, crocetta era a Caltanissetta, dove, in serata, le parti si sono ritrovate davanti al prefetto, Vincenzo Santoro, per mettere nero su bianco le cose concordate. Proprio dalla forte denuncia del sindaco di Gela e dalle battaglie della CGIL per la trasparenza e la legalit‡ negli appalti dellÃindotto del petrolchimico, sono giunte le prese di posizione di esponenti dellÃantimafia in favore dellÃopera moralizzatrice.
Poi si sono avuti gli interventi di non meglio precisati organi inquirenti anche a livello nazionale, i cui risultati si conosceranno perÚ solo a chiusura delle inchieste. Intanto, la prefettura di Roma ha negato il rilascio della certificazione antimafia al Conapro, determinandone lÃespulsione dalla fabbrica.
Questi i contenuti dellÃaccordo siglato ieri sera e accettato, questa mattina, dai lavoratori, dopo una partecipatissima assemblea.
LÃEni Raffineria di Gela conferma che tutti i lavori assegnati al Conapro verranno conferiti a CNS, Smim impianti e Cedis. Tutti i dipendenti diretti del Conapro, autorizzati allÃingresso nel petrolchimico, saranno assorbiti con lo stesso contratto dalle aziende che rilevano gli appalti. Per tutti gli altri impiegati del Conapro, direttamente collegabili ai lavori di stabilimento, cÃË lÃimpegno a una verifica dellÃEni per il reimpiego e comunque dopo lÃeventuale loro licenziamento da parte del Conapro.
Le ditte Socover di verniciatura e Sicilgr?, che hanno prodotto la rispettiva certificazione antimafia, si sganciano dal Conapro e continueranno a svolgere in proprio lÃattivit‡ con contratti diretti e indiretti.
Comunque, le aziende del petrolchimico si impegnano sin dal 15 giugno a esaminare con i sindacati confederali la problematica riorganizzativi dellÃindotto nella sua globalit‡.
Grande soddisfazione Ë stata espressa dalle parti, ed in particolare dal sindaco Crocetta e da Cgil Cisl e Uil, i quali hanno ribadito la validit‡ delle loro ragioni poi confermate dai fatti.
Giudizio positivo anche da parte dellÃUGL che, seppure con tavolo separato, ha firmato lÃaccordo in prefettura, facendo aggiungere una postilla circa il rispetto dellÃaccordo prefettizio di tutela anche dei lavoratori ex Comi quando si parler‡ di lavori edili.



