BLACK-OUT AL PETROLCHIMICO DI GELA
Al petrolchimico di Gela i guai sembrano non finire mai.
Dopo il lungo stop imposto dal sequestro giudiziario dei serbatoi, nellÃambito dellÃinchiesta sullÃinquinamento ambientale, stavano per essere riavviati gradualmente gli impianti, quando Ë andata in blocco improvvisamente la centrale termoelettrica, paralizzando lÃattivit‡ dellÃintero stabilimento.
Il black-out Ë avvenuto questa mattina alle 10,30.
Nella raffineria, dopo avere allineato topping 2 e cocking 2, si stava tentando di avviare anche la linea 1. ma ha ceduto un interruttore della sottostazione elettrica, che collega la centrale alla rete esterna, ed Ë stata la paralisi.
A quel punto Ë entrato in funzione lÃautomatismo che permette al petrolchimico di prelevare energia dalla rete dellÃEnel, dove proprio a quellÃora, per qualche istante, si Ë verificato come conseguenza del grosso prelievo, un abbassamento repentino di tensione.
LÃelettricit‡ ha permesso ai sistemi di sicurezza dello stabilimento di entrare in funzione e garantire il controllo delle apparecchiature.
Ma gli impianti dovranno attendere la ripresa produttiva della centrale termoelettrica aziendale per ritornare in marcia. Infatti, al momento sono tutti fermi. Compreso il dissalatore.
Il guaio pi? grosso per la popolazione, infatti, Ë proprio la mancata produzione di acqua per Gela e per i comuni della fascia costiera fino ad Agrigento.
Un blocco che durer‡ non meno di 48 ore. Tra oggi e domani, dovrebbero essere rimesse in marcia le caldaie della CTE e una volta ottenuta energia elettrica ma soprattutto vapore, si dar‡ precedenza ai moduli del dissalatore per riprendere la produzione di acqua destinata al territorio.
Nemmeno in quel momento perÚ potr‡ riprendere lÃerogazione idrica in citt‡.
Occorreranno, infatti, almeno altre 24 ore per fare accumulo e dunque livello nelle vasche di Spina Santa e di San Leo e poi per alimentare lÃacquedotto cittadino a turni alterni.
Insomma, una situazione tuttÃaltro che facile, perchÈ i disagi per i gelesi dureranno unÃintera settimana.
Al petrolchimico questo inconveniente, giunto dopo i due mesi di blocco forzato, era stato messo in preventivo, come danno possibile da collegare alla ripresa produttiva.



