crisi idrica: un black-out ferma le pompe del dissalatore di Gela
Un improvviso black out alle linee dellÃEnel, in un tratto della zona industriale di Gela, ha creato il caos nellÃapprovvigionamento idrico dei quartieri gelesi e dei comuni della fascia costiera fino ad Agrigento serviti dal dissalatore.
LÃinterruzione dellÃenergia elettrica Ë stata improvvisa, anche se le avvisaglie cÃerano state gi‡ nella prima mattinata, quando era andata in blocco la prima cabina di trasformazione, in via Venezia. Gli uomini dellÃEnel hanno tentato di collegare la linea al trasformatore di via Mare, ma inutilmente.
Saltata infatti anche questa sorta di riserva, sono andate in blocco le pompe di sollevamento dellÃacqua dissalata, in esercizio presso il remineralizzatore di contrada Bethlemme. Le macchine sono rimaste ferme dalle 10,30 alle 18,30. Limitati i disagi per i commercianti grazie a gruppi elettrogeni dÃemergenza messi in funzione dai tecnici dellÃEnel.
Ma per otto ore non cÃË stata alimentazione di acqua neà ai serbatoi di Spina Santa neà a quelli di San Leo. Per i tecnici della raffineria di Gela Ë iniziata una vera e propria odissea nel tentativo di mettersi in contatto con lÃente elettrico. Niente reperibilit‡ dÃemergenza per la citt‡ di Gela. Niente numeri diretti sullÃelenco telefonico, per richiedere interventi urgenti. Solo segreterie telefoniche e uffici commerciali. Nemmeno le sedi Enel di Caltanissetta, Agrigento e Palermo hanno saputo riferire qualÃË lÃufficio competente per Gela. Solo dopo vari tentativi, e a seguito dellÃattivazione della prefettura, da Roma Ë giunta comunicazione che una squadra della manutenzione elettrica stava gi‡ lavorando per riparare il guasto alla cabina di via Venezia.
Ma un altro aspetto ancora pi? paradossale Ë emerso da tutta questa vicenda e riguarda il quinto modulo bis del dissalatore, cioË quello inaugurato a marzo dal presidente della Regione, Salvatore Cuffaro.
Ebbene nelle otto ore di black-out, questo impianto ha prodotto acqua ma lÃha dovuta buttare a mare perchÈ non dispone di un serbatoio dove conservarla. Per risparmiare due, tre miliardi di vecchie lire ed abbattere quindi i costi di costruzione, non fu inserita nella progettazione il serbatoio di stoccaggio dellÃacqua dissalata. Questo significa che ad ogni avaria che succede a valle della produzione, lÃacqua verr‡ scaricata in fogna, con perdite consistenti.
Ieri Ë come se fossero stati buttati via seimila euro. DÃaltra parte non conviene nemmeno fermare lÃimpianto perchÈ i costi aumenterebbero perchÈ tra fermata e riavviamento, ci sarebbero 18 ore di mancata produzione.
Tuttavia, anche se il guasto alla rete Ë stato riparato, non siamo ancora alla normalit‡ dellÃerogazione idrica. Il dissalatore sta fornendo 1300 metri cubi ora perchÈ cÃË in manutenzione il potabilizzatore gestito dalla raffineria di Gela. Si marcia solo con quello gestito dalla Holst Italia. Stasera si dovrebbero completare i lavori e tornare cosà allÃerogazione dei consueti 1900 metri cubi ora. LÃEas ha comunicato ufficiosamente che oggi Ë stata giornata di accumulo e che da domani lÃerogazione idrica dovrebbe tornare ai consueti turni di distribuzione.



