Terzo attentato a stazione di servizio Agip
Terza intimidazione, nell’arco temporale di due anni, per il titolare della stazione di servizio Agip, Calogero Palmeri, 61 anni, sulla strada statale 117 bis per Catania. La scorsa notte, intorno alle 3.30, ignoti malviventi hanno accatastato una quantità imprecisata di carta dinanzi al locale, adibito a bar, appiccando il fuoco. Le fiamme si sono velocemente propagate, attaccando le tre saracinesche. Il fumo ha invaso anche l’interno del bar. Chi ha agito, conosceva il percorso da seguire. Infatti nella stazione di servizio sono collocate alcune telecamere a circuito chiuso, piazzate, però, nella direzione opposta rispetto a dove gli incendiari hanno agito. Per compiere l’attentato, i piromani hanno scavalcato una rete di recinzione collocata nella parte posteriore dell’area di servizio e dunque non coperta dalla visuale delle telecamere. Il dato significativo, in tutta questa vicenda, è che le stesse telecamere non funzionano per un mero problema tecnico. E’ stata una pattuglia dei Carabinieri, in servizio di controllo del territorio, ad accorgersi di quanto stava accadendo. Sul posto, si sono recati i vigili del fuoco. I militari dell’Arma, durante il sopralluogo, hanno rinvenuto e sequestrato, davanti ad una delle tre saracinesche, un bastone, una lima ed un cacciavite. Si presume che potessero servire agli incendiari per forzare l’ingresso del bar e dunque appiccare l’incendio anche all’interno del locale. La stazione Agip, Calogero Palmeri la gestisce in collaborazione con Gandolfo Barranco. Palmeri, dopo l’ultimo attentato incendiario subito (era l’otto novembre del 2010) aveva chiuso l’attività per motivi strettamente personali, dopo avere accusato seri problemi fisici, per poi riaprirla successivamente. L’altro incendio subito risale al 31 agosto del 2009. Solo per un caso fortuito non si verificò una tragedia. Identico il clichè. I malviventi si diressero nel retro del bar e collocarono su un serbatoio di acqua, un bidone di 20 litri contenente benzina. Subito dopo, appiccarono il fuoco. Furono due Carabinieri in servizio ad accorgersi delle fiamme e a spegnerle, utilizzando l’estintore in dotazione. Se il fuoco, in quel caso, si fosse propagato velocemente, avrebbe attaccato le pompe di carburante.



