Truffa aggravata, imprenditori gelesi in manette


diGiuseppe D′Onchia - Pubblicato il 22 Novembre 2010 - 15:51

Dovranno rispondere di truffa aggravata, di bancarotta fraudolenta e di reati in materia tributaria i due imprenditori di Gela, arrestati questa mattina dagli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica, Aliquota Guardia di Finanza, e dal Nucleo di Polizia Tributaria delle fiamme gialle del comando provinciale di Caltanissetta. Le manette sono scattate ai polsi dei fratelli Nunzio e Giuseppe Genovese di 31 e 29 anni. Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Lirio Conti su richiesta del procuratore della Repubblica, Lucia Lotti. Sequestrate anche quote societarie e beni immobili riconducibili ai due congiunti. L’attività investigativa ha permesso di accertare che i due imprenditori, che operano nel settore della commercializzazione di prodotti per l’edilizia, già soci amministratori di una società, si sono liberati dell’impresa stessa dopo averla indebitata con l’emissione di assegni a vuoto, in pagamento di fornitori, per un importo complessivo di circa 600 mila euro. Dopo una prima fase di incameramento di materiali edili in un ristretto lasso di tempo, grazie all’affidamento precedentemente creato nei confronti degli stessi fornitori ed approfittando del pagamento con assegni a 60/90 giorni, i due imprenditori hanno liquidato la società non prima di averla “spogliata” dei beni mobili ed immobili ed avere reso impossibile la ricostruzione del patrimonio societario attraverso l’occultamento della documentazione societaria, realizzando così la tipica condotta della bancarotta fraudolenta, per poi continuare tranquillamente, senza soluzione di continuità, a svolgere l’attività imprenditoriale mediante la creazione di un’altra ditta con l’utilizzo degli stessi locali, delle stesse attrezzature, degli stessi beni mobili ed addirittura degli stessi operai impiegati nella prima società. Sequestrata anche l’impresa commerciale che i due fratelli hanno utilizzato per continuare l’attività; un terreno già utilizzato come deposito della prima società e ceduto ad un prestanome; tre autocarri utilizzati per il trasporto delle merci ed un’autovettura.
 

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