Si rischia seriamente di perdere il calcio in città. E questa volta per sempre

17 Ottobre 2017
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Gela 17 Ottobre 2017 - Tra amministrazione comunale e dirigenza del Gela Calcio non c’è feeling. Rapporti pari allo zero.

Da una parte c’è il club biancazzurro che chiede la gestione dello stadio Vincenzo Presti; dall’altra – e ci riferiamo al comune – c’è un silenzio assordante. E le posizioni, in merito all’alterco di domenica scorsa tra il vice sindaco, Simone Siciliano, e l’imprenditore Emanuele Mendola, fratello del patron Angelo e socio del club calcistico, si sono inasprite. La società non chiede soldi, chiede solo la gestione dell’impianto di via Niscemi che necessità di interventi immediati e definitivi. Le immagini girate ieri parlano da sole. Le condizioni del campo sono inaccettabili. E ricordiamo che la squadra del Gela milita in un torneo importante, quale quello di serie D, a pochi passi dal professionismo. Le telecamere ieri sono entrate negli spogliatoi. Il tetto e le pareti sono ammuffite. Gli scarichi delle docce sono tappati. E a pochi passi, c’è anche un interruttore elettrico coi fili scoperti. Le porte d’ingresso agli spogliatoi sono divelte. Le nostre telecamere hanno anche ripreso il terreno di gioco che presenta delle buche vistose, causa di infortuni seri per i giocatori. I bagni pubblici sono off limits e le recinzioni esterne sono arrugginite. Dietro la porta che sorge ad est del terreno di gioco, l’erba è incolta, altissima. E a tal proposito – è quanto detto dal presidente del Gela, Angelo Mendola - c’è stato il dietro front di un grosso sponsor del Nord Italia, che avrebbe voluto investire sulla società biancazzurra. Aveva chiesto di inserire il proprio banner pubblicitario proprio in quella zona (dietro la porta), ma quando si è accorto dell’incuria che li regna sovrana, ha detto no. L’erba avrebbe coperto il pannello pubblicitario e nessuno lo avrebbe visto. Lo sponsor – ha ribadito Angelo Mendola – era pronto ad investire 300 mila euro. Lo stesso Mendola, durante la conferenza stampa di ieri, ha rimarcato che ogni qualvolta il Gela gioca in casa, dunque dinanzi al proprio pubblico, deve chiedere regolare autorizzazione agli organi competenti. Una vera e propria proroga quindicinale. Mendola ha dato un giorno di tempo all’amministrazione comunale al fine di trovare una giusta ed equa soluzione al problema. La soluzione si chiama affidamento dello stadio al club. Se dal Comune non dovessero arrivare segnali, il giocattolo si romperà definitivamente e la trasferta di domenica prossima a Palmi, rimarrà solo sulla carta. Perché – ha chiuso Mendola – c’è il serio rischio che la squadra non si presenti.

 

Giuseppe D'Onchia

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