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Dio benedica Gela. E’ uno degli scatti più belli e significativi

18 Aprile 2016
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Gela - Era scritto su un lenzuolo bianco mostrato dal portiere Daniele Pandolfo. Si perché in effetti l’aiuto deve giungere dall’alto. Sulla terra, anzi sul terreno di gioco ci hanno già pensato loro, i giocatori che indossano la maglia biancazzurra.

Il Gela ha conquistato la quinta promozione di seguito ed è approdato in serie D. Una cavalcata trionfale. Un giusto riconoscimento ad una squadra che ci ha sempre creduto, anche in periodi neri. Finalmente Gela e il Gela ritornano nel calcio che conta. Dopo anni di purgatorio (ricordiamo che si è ripartiti dalla terza categoria), il club presieduto da Angelo Tuccio di strada ne ha fatta tantissima ed ieri, poco dopo le 17.45, si è brindato al salto di categoria. Lo striscione dei tifosi in curva Angelo Boscaglia era eloquente: per questa curva che c’è sempre stata vinci e continua la scalata. Pubblico delle grandi occasioni al Presti. Stadio pieno in ogni ordine di posto. Col Cus Palermo non c’è stata storia: 4-0 e promozione in serie D. Due gol per tempo: al 13’ Nassi, al 26’ Mincica; poi nella ripresa, terzo sigillo di Alma e al 36’ altra rete del bomber Nassi. E a fine partita, è esplosa la gioia. E il primo pensiero è stato per Carmelo Tuccio, fratello del presidente, scomparso prematuramente il mese scorso. A lui, è stata dedicata la vittoria del campionato. L’apoteosi dei tifosi ha interessato anche piazza Umberto I. Caroselli di auto, bandiere al vento. Il salotto della città si è colorato di biancazzurro. Gela riparte dalla serie D. L’obiettivo è ritornare in Lega Pro. Intanto godiamoci la festa.

 

Giuseppe D'Onchia

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