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M5S Gela: "Messinese deve dimettersi"

23 Settembre 2016
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Gela 23 Settembre 2016 - Messinese deve dimettersi, perché non ascolta nessuno, perché realizza politiche contrarie alla volontà degli elettori che lo hanno eletto, perché continua a seguire chi ha distrutto questa città.

Lo chiediamo da mesi e lo ripetiamo con più forza oggi: difronte alla resa di un’amministrazione che non ha nessun programma e non segue nessuna politica le dimissioni sono un atto di rispetto per i cittadini. Il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle attacca il primo cittadino e chiede nuovamente che lasci la poltrona di primo cittadino. Per i pentastellati, non serve negare l’evidenza perché l’evidenza parla da sola. Il vicesindaco, Simone Siciliano, ormai unica voce autorizzata a parlare per l’intera amministrazione, dichiara che la rinuncia di Eni a realizzare Prezioso K è una volontà dell’amministrazione, una scelta precisa di tutela ambientale, addirittura si aspetta le lodi da parte della città. L’evidenza – rincarano i grillini - è una prova sufficiente per smentire il vicesindaco mai eletto da nessuno. Esattamente un anno fa presentava al consiglio comunale il suo accordo di programma non condiviso. Diceva alla città che avrebbe realizzato quanto previsto nel protocollo del 6 novembre del 2014. Il Movimento Cinque Stelle rimaneva coerente al suo programma, mentre il vicesindaco andava sulla stessa strada di Eni e del Partito Democratico che avevano firmato il protocollo. L’amministrazione Messinese – dice il gruppo consiliare del Movimento 5 Stella - ha sempre sostenuto il protocollo, dicendo che andava portato avanti. Tanto che durante il referendum sulle trivellazioni il sindaco Messinese, espulso per violazioni varie dal M5S, dichiarava che non tutte le trivellazioni sono uguali, come a dire che Prezioso K era meglio di altre. Il Movimento Cinque Stelle ha sempre detto alla città che Eni faceva l’ennesimo bluff, che per l’ennesima volta non si realizzava nulla se non mera ed inutile progettazione, soldi spesi per studi di fattibilità, che alla città non lasciano nulla e che fanno contenti solo coloro che realizzano gli studi ed il progetto, visto che poi vengono pagati, si spera. Il vicesindaco nega il suo stesso comportamento, le sue politiche, le sue scelte. Rinnega se stesso difronte alla triste verità del fallimento. Nel più puro trasformismo politico cambia faccia e cambia gioco. Prima si a Prezioso K, ora Prezioso K non si deve fare. L’amministrazione Messinese elenca numeri e carte, ma l’unica verità è che continua a mentire alla città, che continua a seguire le politiche del colosso petrolifero.

Giuseppe D'Onchia

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