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Il M5S chiede al sindaco di rimuovere dall’incarico Siciliano

01 Settembre 2016
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Gela 01 Settembre 2016 - Tira aria pesante sulla vicenda porto rifugio di Gela ed in particolar modo sul mancato inizio dei lavori di dragaggio.

Ieri, ai nostri microfoni, il vice sindaco Simone Siciliano aveva detto pubblicamente che l’amministrazione comunale è attiva e non c’è alcun ostacolo. Si sta lavorando per chiudere positivamente la vicenda. Non è dello stesso avviso il Movimento 5 Stelle che chiede la testa di Siciliano, invitando il sindaco a sollevarlo dall’incarico perché – dice una nota - si è dimostrato inadeguato e non capace a perseguire l’iter autorizzativo procedurale di un progetto di pubblica utilità”. Secondo i grillini, la giunta comunale “sembra interessata solo al declassamento del Porto Rifugio di Gela da Sin (Sito di Interesse Nazionale) a Sir (Sito di Interesse Regionale) ottenendo così minori garanzie a tutela del territorio e maglie più larghe per opinabili interventi di riconversione”. Ed è per questo – sostengono i consiglieri del Movimento 5 Stelle – che l’Amministrazione comunale non ha fatto partire alcun iter autorizzativo riguardo il progetto dei lavori di dragaggio del Porto rifugio, che giace ancora alla Protezione civile. “Durante l’ultimo incontro - scrivono in una nota i consiglieri penta stellati - tenutosi lo scorso 24 agosto in Consiglio Comunale, dove erano presenti anche il tecnico del Dipartimento Protezione Civile della Regione Siciliana, ing. Calafato, il Tecnico del Genio Civile ed esponenti della politica locale, tra cui diversi Consiglieri Comunali, il Vice Sindaco, dopo essersi fatto attendere, ha esordito affermando di non comprendere l’oggetto della riunione e, soprattutto, l’esigenza della sua convocazione. A questo suo inspiegabile stupore ha poi aggiunto che la responsabilità della dilatazione dei tempi nell’iter procedurale è da addebitarsi al Dipartimento della Protezione Civile e non certo dell’amministrazione, nel più classico degli scaricabarile. Pochi attimi dopo, però, smentiva se stesso, affermando che non c’era alcun ritardo e che tutto procedeva con i giusti tempi, ribadendo che firmare o meno il protocollo non inficiava l’iter autorizzativo”. Le affermazioni del vicesindaco Simone Siciliano sarebbero però state smentite dall’ingegner Calafato, il quale ha dichiarato che la Protezione civile non può procedere in assenza di una copertura finanziaria dell’intervento. Il Movimento Cinque Stelle di Gela, tramite la consigliera Virginia Farruggia ha rilevato le lamentele della protezione civile, evidenziando che sembrerebbe esserci una volontà del vicesindaco di dilatare i tempi per poter dire che la responsabilità dei periodi lunghi deriva dal fatto che il Porto di Gela è un Sito di Interesse Nazionale. Obiettivo dell’Amministrazione sarebbe invece secondo i 5 stelle quello di arrivare al riconoscimento Sir, sito di interesse regionale. Ma secondo il gruppo consiliare penta stellato questo aggraverebbe ancor di più la situazione del Porto perché allungherebbe ancora di più i tempi di presentazione del progetto e provocherebbe la perdita dei fondi che il governo nazionale può stanziare per il Comune Gela e per il suo risanamento. Fondi ricevibili solo se lo stesso rimarrà Sito di Interesse Nazionale.

Giuseppe D'Onchia

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