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Filippo Guzzardi: “il primo cittadino si apra al confronto e governi con chi mostra trasparenza”

12 Agosto 2016
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Gela 12 Agosto 2016 - La sfiducia nei confronti del sindaco Domenico Messinese e un ritorno alle urne potrebbe essere appetibile ad entrambi gli schieramenti (centrodestra e centrosinistra) anche in virtù della nuova legge elettorale che è stata decisa all’Ars.

Senza considerare il Movimento 5 Stelle che ha preso le distanze da Messinese dopo appena 6 mesi. Per cui è meglio che il primo cittadino si apra al confronto e governi con chi mostra trasparenza. E’ il pensiero di Filippo Guzzardi, portavoce di Area Civica - Gelesi in Movimento. “Ad un Sindaco appena eletto, va certamente riconosciuto un periodo minimo di “apprendistato” per così dire, al fine di immergersi il più compiutamente possibile in questo delicatissimo ruolo, tradottosi negli ultimi anni quasi ad una vera e propria missione, con tutte le difficoltà e responsabilità che ne conseguono. Avviene un po' ovunque. Si potrebbe asserire, altresì, che nel caso di un neofita della politica, il periodo di apprendistato andrebbe ragionevolmente dilatato, non oltremodo. Sono passati 14 mesi dalla vittoria al ballottaggio di Domenico Messinese ed 8 dalla sua espulsione da parte dei 5 stelle. Lo “stage o tirocinio” che sia, insomma, è finito. E non da oggi. Fra 10 mesi termina il periodo di due anni in cui un Sindaco non può essere sfiduciato. Con l'approvazione recentissima delle modifiche alla disciplina elettorale siciliana, all'Ars hanno pensato di reintrodurre l'effetto trascinamento delle liste (il voto alla lista va automaticamente al candidato a sindaco) favorendo le coalizioni e penalizzando le singole liste che non si coalizzano. Inoltre il candidato a Sindaco può essere eletto al primo turno se oltrepassa la soglia del 40% dei voti validi (non più il 50%+1) ed alla coalizione (o lista) che lo ha sostenuto scatta un premio di maggioranza fino al 60%. Guzzardi sottolinea che è giunto il momento che il Sindaco di questa città rompa gli indugi e dica ai suoi concittadini come e con chi vuole continuare a governare Gela ed i suoi tanti problemi che l'affliggono quotidianamente. Il primo cittadino vuole reiterare la gestione comunale di questi 14 mesi? E' contento e soddisfatto di quanto finora fatto? Lo spieghi ai gelesi e provi a dimostrarlo con argomentazioni serie e convincenti, perché la situazione in città è drammatica e, nel frattempo, sul piano legislativo sono intervenute alcune novità. Per quanto ci riguarda, è evidente che con i soli “fedelissimi” che gli sono rimasti accanto, Messinese non ce la faccia. Nessuno mette in dubbio l'impegno profuso dal primo cittadino, dagli assessori e dai suoi collaboratori a vario titolo. Ma non è sufficiente ed i risultati parlano da soli. La linea di continuità con la precedente amministrazione, senza rappresentarne peraltro un'evoluzione in senso migliorativo, è sotto gli occhi di tutti, specie in quelle fondamentali e sensibili problematiche in cui la sua elezione avrebbe dovuto rappresentare un dirompente elemento di rottura: ci riferiamo alle questioni della riconversione industriale ed occupazionale, dell'erogazione del servizio idrico, dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, della portualità, del Prg, della tassazione e con essa delle tasche sempre più vuote dei gelesi. Messinese ed il suo staff non possono più navigare a vista in attesa di capire se e chi dei 30 che siedono in consiglio comunale, avrà il coraggio o meno di rinunciare alla poltroncina per mandare tutti a casa, ridando parola al cittadino sovrano all'interno delle cabine elettorali. Messinese non ha più un movimento che gli vieta alleanze. Le sue mani sono libere, da diverso tempo oramai. La città che lo ha eletto vuole essere amministrata nei meno dei 4 anni che restano, con ben altri risultati. Il Sindaco – chiude Guzzardi - elabori e sottoponga un progetto a chi volesse eventualmente condividerlo, non sotto banco come in tanti già sospettano, ma alla luce del sole, provando a dare una sterzata a questo stato di inerzia in cui questa città è costretta da anni, nel continuo rincorrere, senza mai risolvere, vecchie e nuove emergenze»".

 

Giuseppe D'Onchia

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