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Dopo due anni di differenziata la città continua ad essere sporca

30 Aprile 2016
Autore :  

Gela - Gelesi incivili tout-court o, più verosimilmente, servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che non decolla perché strutturata male, per non essere cattivi, da chi l’ha partorita nel giugno del 2014?

Un po’ l’uno e molto l’altro, secondo noi. I gelesi, obiettivamente, pulitissimi e rispettosi della loro città non sono. O meglio parte di loro non lo sono, di certo. Ma che ci siano gravissime responsabilità, di vario genere, a carico di chi ha concepito (se in buona o mala fede non tocca a noi stabilirlo) questo capitolato d’appalto, non esiste alcun dubbio. Sommando i due fattori si arriva alla amara conclusione. Dopo due anni esatti dalla partenza della raccolta differenziata dei rifiuti, affidata alla ditta napoletana Tekra, la città continua ad essere sporca. Più o meno di prima, francamente, è una questione di lana caprina. Se non che, chi governava prima ritiene che è più sporca ora (dimenticando troppo in fretta lo scempio dei cumuli di spazzatura ad ogni angolo di strada di quei tempi e persino la pratica aberrante dell’utilizzo della calce viva a ricoprire lo schifo, con grave rischio e nocumento sulla salute pubblica). Chi governa oggi, invece, non solo sostiene che la città è più pulita adesso, ma che soprattutto il servizio costa ai gelesi molto meno oggi che allora. Punti di vista, si dirà! E no! Perché ieri sera ad Agorà, che si è occupata della spinosa vicenda, il vice-sindaco Simone Siciliano, presente in studio tra gli ospiti, ha spiegato, carte e documenti alla mano, che non è così. E non venendo smentito né dal presidente della commissione bilancio, il consigliere comunale di Forza Italia, Totò Scerra, né dal capogruppo consiliare del PD, Enzo Cirignotta, ha spiegato con l’ausilio di grafici, come il costo del servizio fosse schizzato, soprattutto alla voce “servizi aggiuntivi”, sotto la passata gestione amministrativa ed in particolare durante il periodo delle elezioni comunali, e come invece si sia assestato verso il basso negli ultimi mesi, con una percentuale di raccolta differenziata che non solo non è diminuita, ma è anzi aumentata seppure di piccole entità percentuali. Si, ma la città rimane sporca. E questo, inutile arrampicarsi sugli specchi, è sotto gli occhi di tutti. E qui entrano in gioco i due fattori dai quali siamo partiti in questa analisi. Ossia, i gelesi sporcaccioni e poco rispettosi della propria città ed il modo come la Tekra effettua il suo servizio. Perché la stessa Tekra, come ha spiegato anche il suo consulente Filippo Passaro, presente in studio, in altre città italiane dove opera è molto apprezzata e tiene puliti quei comuni. Ed allora, perché mai a Gela non ci riesce? Ed anche in questo caso entra in gioco il famigerato capitolato d’appalto firmato da chi, in teoria e solo in teoria, avrebbe dovuto tutelare i cittadini gelesi. Un po’ come coloro, stessa pasta e stessa coloritura politica, firmarono il contratto capestro con Caltaqua. La traduzione è molto semplice, anche se a qualcuno farà storcere il muso: si sono venduti la città ed i suoi cittadini per accaparrarsi meri interessi personali. E Gela, ed i poveri gelesi, pagano, come direbbe il principe della risata Antonio de Curtis. A questa interessante puntata di Agorà hanno anche partecipato il co-segretario del PD, Fabio Collorà ed il segretario generale della CGIL, Ignazio Giudice. I milioni di euro di debiti fuori bilancio sbarcati in questo periodo in consiglio comunale, che sono figli di quei fantomatici servizi aggiuntivi, ed alcune oscure manovre attorno a questo settore delicato, come ad esempio la chiusura della discarica di Timpazzo decisa dalla Regione appena insediata l’attuale amministrazione comunale e che proprio oggi il Tar di Palermo ha deciso essere stata immotivata, lanciano strali ulteriori su una questione per la quale a pagare in tutti i sensi sono sempre i gelesi e che, prima o poi, avrà il diritto di essere spiegata bene anche attraverso decisioni della magistratura che, si spera, mettano un punto fermo e definitivo su una storia sicuramente non edificante di questa martoriata città. Clicca qui per vedere la puntata

 

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