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Casinò Italia. Serve maggiore serietà, parola di psichiatra

15 Settembre 2018
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Mentre la politica nazionale del nostro Paese e le amministrazioni locali si rivoltano contro il gioco d’azzardo attuando dei provvedimenti che vanno da decreti a ordinanze, una voce si eleva fuori dal coro e si fa portatrice di un punto di vista differente.

Si tratta di Paolo Crepet, noto psichiatra che sulla demonizzazione del gioco d’azzardo e sulla ludopatia ha un’opinione un po’ controcorrente. Lungi dallo schierarsi contro o a favore dei nuovi casinò in Italia, lo studioso invita a fare uno sforzo per comprendere più a fondo il problema. La ludopatia come spot del governo per racimolare dei consensi? In un certo senso sì, secondo lo psichiatra, che ritiene che in questo ambito manchino degli studi scientifici comprensivi, utili a tracciare un quadro nazionale della situazione, e che mettano in evidenza le reali tendenze di questo fenomeno. Molto spesso a fare sensazione, e a salire agli onori della cronaca sono storie singole, di persone che rovinano la propria vita di causa del gioco, ma questo non vuol dire che la situazione sia necessariamente così grave come la si dipinge, e che vi sia un casinò Italia in cui il popolo non fa altro che giocare.

Nell’agenda politica il demone del gioco del casinò Italia

Volendo dare un'occhiata all'agenda politica, sia nazionale che locale, sembra infatti che il nostro Paese sia una sorta di casino Italia, alle prese con una passione sfrenata e diffusa per il gioco. Secondo lo psichiatra, il rischio della mancanza di uno studio serio in merito alla ludopatia, potrebbe portare a ingigantire il problema. Attraverso i dati che vengono diffusi costantemente, sembra che la ludopatia e le dipendenze da gioco siano in continua crescita. Si parla di una sorta di epidemia che sembra affliggere il nostro Paese ma probabilmente la realtà è diversa, e secondo lo psichiatra, non necessariamente il fenomeno negli ultimi anni è cresciuto. Il fatto che sempre più persone si dilettino a giocare alle slot machine nei casinò online in Italia oppure a scommettere sui siti dedicati alle scommesse sportive, non vuole necessariamente dire che vi sia un aumento della dipendenza da gioco. La tendenza attuale è quella di demonizzare il piacere del gioco, e indicare come ludopatiche anche persone che giocano in maniera consapevole per divertirsi, traendo dal gioco un beneficio che non necessariamente è di tipo economico.

Nuove tecnologie, casinò legali in Italia e dipendenze

Nel nostro Paese da qualche anno si è diffusa la modalità di gioco a distanza, in casinò che in Italia legali sono legali, se espongono il logo AAMS, e controllati. Paolo Crepet invita a distinguere situazioni patologiche da quelle che non lo sono, per evitare di criminalizzare gli amanti del gioco. Così come chi entra in un casino tradizionale in Italia non è affetto da una dipendenza, non lo è neanche chi passa del tempo a giocare alle slot-machine o scommette online. Lo psichiatra invita a indagare invece l’aspetto della dipendenza, associato ad altri elementi di rischio, e fa notare come chi è malato di gioco, spesso ha altre dipendenze, che possono essere relative al bere, alle droghe, e vive situazioni di disagio a livello familiare e sociale. Intervenire in queste situazioni implica la necessità di servizi ad hoc, che possano agire in qualche modo anche sulle cause. E se da un lato lo psichiatra concorda con la necessità di un limite alla pubblicità dei casinò online e dei siti di scommesse, dall’altro ritiene che la politica debba porre in campo altre azioni che possono agire in una maniera più ampia e che mirino a conoscere e indagare quello che è un mondo profondamente cambiato, in seguito all’avvento delle nuove tecnologie.

Redazione

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