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L’ombra dell’illegalità piomba sul gioco d’azzardo

20 Marzo 2018
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20 Marzo 2018 - Uno dei motivi che ha spinto lo Stato italiano a legalizzare il gioco d’azzardo, anche online, è la lotta al gambling clandestino, spesso gestito dalle mafie locali. Di sicuro il mercato illegale ha visto i propri introiti profondamente ridimensionati, ma non per questo si può dire che il fenomeno sia stato completamente debellato.

Lo dimostra la recente operazione Game Over condotta dalla Polizia di Stato, che ha portato alla scoperta di ben 700 agenzie di scommesse abusive, di cui 40 insediate sul territorio nazionale sono state immediatamente chiuse. Le indagini hanno rivelato l’esistenza di un forte legame tra Cosa Nostra e Benedetto Bacchi, un imprenditore nel settore dell’azzardo (soprattutto slot machine). In tutto si calcola che la rete commerciale intrecciata da Bacchi riuscisse a raccogliere più di un milione di euro al mese. Buona parte di questi venivano utilizzati per pagare tutti i membri del sistema, che aveva bisogno di una presenza capillare sul territorio ma anche di un coordinamento efficiente tra le diverse sale. Una cifra oscillante tra i 300.000 e gli 800.000 euro all’anno veniva invece intascata da Cosa Nostra, che traeva così un ricavato non indifferente dall’attività. La cifra può essere considerata irrisoria se rapportata al mercato legale nazionale, arrivato a superare i 95 miliardi di euro, ma non bisogna dimenticare che riguarda una realtà territoriale più limitata. E non necessariamente è stato scoperto tutto il sistema, che comprendeva un discreto numero di consulenti. Parte del denaro, inoltre, veniva reinvestito nel mercato degli stupefacenti.

In definitiva, sono stati 31 gli accusati per cui è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, con capi d’imputazione che variano dall’associazione mafiosa al riciclaggio. Altre 29 persone sono indagate per associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato. A Bacchi sono stati sequestrati beni per un valore economico superiore ai 4 milioni di euro per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio. Stando alle informazioni diramate dalle autorità, Bacchi era stato in grado di trovare metodi per ripulire il denaro e dichiarare tutte le entrate illecite senza far sospettare nulla. Un dettaglio che riporta in auge il tema del riciclaggio legato all’azzardo e della tutela dei giocatori.

In effetti l’attenzione statale al tema delle slot machine ha trovato risposte diverse nel territorio dell’online e in quello del mercato terrestre. Su internet, sembra strano dirlo, vengono fornite maggiori garanzie al giocatore. Con l’eccezione dei pagamenti in bitcoin, tutti i movimenti di denaro sono tracciati, almeno nei siti contrassegnati da AAMS. Lo Stato è quindi consapevole di ogni operazione finanziaria che avviene nel mercato del gambling. Inoltre, la storia delle sessioni di gioco, sia nel poker sia nelle slot machine, viene registrata dal portale, che può intervenire se vede qualche illecito. Il controllo statale riesce a essere altrettanto efficace solo sul payout nel comparto live, dove le macchinette rispondono ai parametri dettati dalla legislazione, ma è più facile portare a termine movimenti non tracciati. Senza contare che il marchio AAMS è più facilmente visibile su un sito che su una normale macchinetta, soprattutto per i giocatori meno esperti.

 

Redazione

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