Gioco d’azzardo, perché il primato slot machine non è in pericolo. L’esempio della Sicilia

25 Luglio 2017
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25 Luglio 2017 - Il loro dominio è talmente schiacciante che servono delle leggi per limitarne lo strapotere. Le slot machine in Italia sono ormai il simbolo del gioco d’azzardo, il marchio del male per chi si oppone al gambling e il passatempo preferito di tanti scommettitori.

Gli ultimi decreti del governo e degli enti locali sembrano suggerire il tramonto dell’epoca delle macchinette, ma diversi dati suggeriscono invece il contrario. Il regno delle slot machine resiste, ed è destinato a essere duraturo.

 

Di sicuro gli apparecchi non stanno vivendo il loro momento migliore. Le regioni e le province hanno iniziato da un paio d’anni a concedere sgravi fiscali ai locali che si dichiarano “slot free”, mentre lo Stato ha incrementato poco alla volta la tassazione. Nessuna di queste misure ha in realtà mai fermato la passione degli italiani, che perdono ancora sui 5 miliardi di euro all’anno nelle slot machine, più altri 5 tra videolottery e AWP. Una cifra considerevole, che se sommata vale la metà dell’introito fiscale totale dall’industria gambling. La prima metà del 2017 ha confermato che nei casinò i giochi più gettonati rimangono le slot machine, che costituiscono due terzi dei guadagni per le case. La recente decisione del governo di diminuire il numero di macchinette sul territorio colpirà invece i mini-casinò sparsi per le città, trascurando tuttavia un settore in cui l’azzardo va fortissimo: l’online.

 

Il gambling su internet in Italia ha superato per la prima volta il miliardo di euro nel 2016. Solo un anno prima si fermava a 821 milioni, per rendere l’idea del cambiamento. L’impennata costante potrebbe essere agevolata dalle potenziali difficoltà dei gestori live, che troverebbero buoni affari sul web con minore tassazione. E i giocatori sono presto accontentati, con un’offerta ampia e la possibilità di provare le slot machine anche gratis. L’avanzamento delle tecnologie, unito alla velocità dei nuovi pc e soprattutto a un payout più elevato, consente alle slot machine di viaggiare a ritmi altissimi su internet, dove potrebbero costruire il mercato del futuro. Vero è che finora sono le scommesse sportive ad aver sfruttato meglio le opzioni offerte dalla novità digitale, ma di certo le macchinette non si sono lasciate sorprendere.

 

La Sicilia può essere presa a buon diritto come modello per la situazione del settore in Italia. Alla fine del 2016, la raccolta nell’isola arrivava a 4,2 miliardi di euro. 2 di questi, e quindi circa la metà, dal mercato delle slot machine. Una percentuale ritenuta troppo alta dalle autorità locali, che stanno pensando di allinearsi alle decisioni di altre regioni, concedendo sgravi fiscali ai gestori “slot free” e introducendo il famoso distanziometro. Nonostante questo l’inizio del 2017 ha confermato la preferenza dei cittadini per gli apparecchi, e un inasprimento delle condizioni fiscali potrebbe avere come unico risultato la migrazione verso internet. Il gambling è d’altronde molto radicato nel territorio siciliano, dove la scommessina è un’abitudine a cui pochi abitanti sanno rinunciare. E ora che le slot machine sono entrate nei cuori dei cittadini, sarà un’impresa riuscire a rimuoverle.

 

 

 

Redazione

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