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Il gioco e la sua pubblicità: ogni testa (ed ogni regione) un piccolo mondo

29 Marzo 2017
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29 Marzo 2017 - Probabilmente, mai come in questo periodo, si sono palesati pareri così discordi nel mondo del gioco d'azzardo pubblico!

Fino a qualche mese fa, ogni volta che si leggeva una notizia relativa al miglior casino online o a qualche pronuncia emessa da un Tribunale Amministrativo Regionale (da nord a sud della nostra Penisola), quasi non si arrivava alla fine dell'articolo poichè già si sapeva che la “vittoria” avrebbe sorriso alle Amministrazioni, ed anche con un ampio sorriso, mentre i “poveri operatori” ricorrenti erano costretti sempre a soccombere. Il vento, da poco è cambiato e finalmente “qualcosa a favore del gioco” viene sentenziato anche se i pareri sono ancora poco uniformi: ma già questo per il mondo-gioco basta ed avanza per avere una qualche “speranziella” che in un futuro il gioco venga visto con più obbiettività e che possa venire “trattato” come qualsiasi altro settore di servizi. Si arriva così a ciò che attiene al Tar della Campania che accoglie, in parte, il ricorso di una società contro il Regolamento sul gioco applicato a Napoli relativamente al divieto di pubblicità. Infatti, secondo i Giudici, nel detto Regolamento si violano i principi “di legalità e proporzionalità” dove si divieta assolutamente qualsiasi forma di pubblicità. Detti divieti verrebbero ad “esistere” in completa violazione della “riserva di legge di cui agli articoli 21 e 41 della Costituzione”. Nel Regolamento della città partenopea, deliberato nel 2015, e rubricato alla voce “Prescrizione di esercizio e divieti”, si dispone il divieto di qualsiasi pubblicità relativa all'apertura od all'esercizio di sale da gioco e lo stesso divieto, all'articolo 15, estende il divieto agli esercizi che utilizzino apparecchiature da intrattenimento: segue la sanzione per l'eventuale violazione. I Giudici del Tar Campania, in questa occasione, ricordano che il “decreto Balduzzi del 2012” non contiene un divieto assoluto relativamente alla pubblicità o ad attività di promozione connessa ai giochi leciti che prevedono vincita in danaro, ma circoscrive dettagliatamente la “sfera dei divieti” specificando il contenuto del messaggio pubblicitario e circoscrivono i messaggi entro certi parametri, tempi, spazi, modalità e mezzi mediatici. Gli stessi Giudici sottolineano l'importanza preponderante dell'obbligo di inserire sui giochi forme di avvertimento sul rischio di dipendenza ed informazioni sulle reali probabilità di vincita che devono apparire sia sulle schedine od anche sui tagliandi dei giochi medesimi. Queste disposizioni del decreto sono state integrate dalla Legge di Stabilità per il 2016 che ha completato la regolamentazione della pubblicità nel settore ludico, introducendo i dettami relativi al contenuto stesso del messaggio pubblicitario che deve essere assolutamente privo di “suggestioni” relative alle probabilità di vincita che possano “spingere” e coinvolgere nella “voglia di giocare”. In altra Regione, in Emilia Romagna, e precisamente in provincia di Ravenna, si è del parere opposto a quello delineato dal decreto Balduzzi sul mondo dei casino online legali e “caldeggiato” dal Tar Campania: il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità una delibera che introduce il divieto di pubblicità di qualsiasi gioco d'azzardo su tutto in territorio. La delibera recente rientra nella campagna di contrasto del gioco d'azzardo e si riaggancia al fatto che già nel 2013 il Consiglio dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna aveva autorizzato la sottoscrizione del manifesto dei Sindaci promosso dalla Scuola delle Buone Pratiche che dava il via al contrasto del gioco d'azzardo dando sostegno ad attività programmate anche dalle amministrazioni comunali finalizzate ad interventi educativi e di informazione culturale per la prevenzione della dipendenza da abuso del gioco.  

 

Redazione

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