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Vicenda finita nel sangue. Un’accesa discussione conclusa a colpi di pistola

04 Maggio 2018
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Niscemi 04 Maggio 2018 - Una tragedia che lascia diversi dubbi agli inquirenti quella che si è consumata a Niscemi in serata. Una vicenda finita nel sangue sulla quale gli aspetti da chiarire sono ancora tanti.

Antony Mangiapane, 23 anni, ha sparato tre colpi di pistola a un giovane di 19, Salvatore Fidone, rimasto leggermente ferito a un piede, e dopo essere fuggito in auto si è tolto la vita. La sparatoria è avvenuta al culmine di un violento alterco e questo aveva fatto pensare inizialmente alla lite tra due rivali in amore. Poi il dirigente del commissariato di Polizia di Niscemi, Felice Puzzo, ha rettificato la prima versione dei fatti. Mangiapane sarebbe stato innamorato di una ragazza di 16 anni, vicina di casa di Fidone, che è sposato. La minorenne sarebbe amica della moglie di Fidone, che Mangiapane avrebbe fermato per strada chiedendole, in virtù di una vecchia amicizia, di aiutarlo nella corte che lui stava facendo alla ragazza. Irritato dal racconto di questa insolita richiesta, Fidone ha duramente rimproverato l’amico della moglie. Ne è nato una accesa discussione conclusa a colpi di pistola. «In questa vicenda c'è da tutelare la ragazza di cui si era invaghito Mangiapane, che è minorenne e che vi si trova coinvolta contro la sua volontà» dicono gli inquirenti ancora increduli per l’epilogo tragico di un atto di violenza che avrebbe potuto benissimo concludersi con la resa dello stesso feritore. Invece qualcosa ha sconvolto la mente di Mangiapane fino a indurlo al suicidio. Qualcuno ipotizza che Mangiapane in realtà intendesse corteggiare proprio la moglie di Fidone. Le indagini degli inquirenti stanno scandagliando anche questa ipotesi. Poi c'è da scoprire come Mangiapane si sia procurato l’arma, una pistola 9X21, con cui ha ferito la vittima prima di darsi alla fuga. Quando gli investigatori lo hanno ritrovato, dopo una caccia all’uomo nei dintorni del paese, il giovane era agonizzante nella sua automobile, in contrada Canale, a pochi km dalla Catania-Gela. Ma per lui ogni soccorso è stato vano. Fidone, invece, guarirà in pochi giorni.

 

 

Giuseppe D'Onchia

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