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RSA: richiesta di rinvio a giudizio per 32 persone. Gravissime le accuse

20 Aprile 2018
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Gela 20 Aprile 2018 - L’ha depositata al Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Gela, la Procura retta da Fernando Asaro.

L’inchiesta riguarda la gestione e l’accreditamento presso la Regione Siciliana della RSA Residenza Sanitaria Assistita di Caposoprano ed il relativo procedimento amministrativo finalizzato alla concessione edilizia ed al cambio di destinazione d’uso dell’immobile ex hotel Caposoprano. Le trentadue persone (pubblici ufficiali, amministratori pubblici ed imprenditori locali) sono accusate di abuso d’ufficio, concussione, falso ideologico, omissione di atti d’ufficio, istigazione alla corruzione, omessa denunzia di reato e truffa. Le indagini preliminari sono state particolarmente complesse ed originate da una capillare attività tecnico investigativa svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Gela. Secondo quanto appurato dagli investigatori (gli accertamenti furono avviati nel novembre del 2014), ci sarebbe stato anche il sindaco di un comune limitrofo, pronto ad intercedere con alti funzionari Asp in cambio di eventuali assunzioni tra i corridoi della residenza sanitaria. L’intervento politico, avrebbe permesso alla "Sst srl" di aggiudicarsi 38 posti letto in convenzione con l'Asp 2 di Caltanissetta, secondo un bando pubblicato dall'assessorato alla Sanità della Regione Siciliana. Del bando pubblico di 100 posti letto, di cui 58 in convenzione con l’azienda sanitaria provinciale nissena, ne furono accreditati proprio 38 alla società Sst srl. Gli accertamenti hanno fatto luce sui profili della regolarità urbanistica dell’immobile gelese che – secondo la Procura - è stato realizzato in difformità rispetto alle concessioni edilizie rilasciate e che gli abusi realizzati non potevano essere sanati, laddove il Comune di Gela ha rilasciato autorizzazione di agibilità/cambio di destinazione d’uso. Requisito essenziale ai fini dell’accreditamento e della successiva stipula della convenzione con l’Asp 2 di Caltanissetta, era proprio l’emissione, da parte del Comune gelese – Ufficio Sportello Unico per le attività produttive – del certificato di agibilità/sanatoria, relativo all’immobile. Il cambio di destinazione d’uso dell’immobile che ospita la Rsa Caposoprano si è fondato su accertamenti svolti dagli enti competenti (ufficio urbanistica del Comune di Gela, Asp 2 distretto di Gela, comando provinciale dei vigili del fuoco di Caltanissetta) i cui esiti si discostano dalle effettive situazioni di fatto. Gli investigatori, tassello dopo tassello, hanno ricostruito il puzzle ed hanno accertato che i pubblici funzionari non hanno rispettato le norme ed i principi di diritto amministrativo di imparzialità ed indipendenza della pubblica amministrazione, sia con riferimento ai procedimenti di materia urbanistica che alla sussistenza dei requisiti tecnico-sanitari dell’attività intrapresa.

 

 

Giuseppe D'Onchia

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