Si chiamava Nunzio Di Cara, aveva 76 anni

07 Febbraio 2018
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Gela 7 Febbraio 2018 - Era originario di Comiso, il pensionato travolto ed ucciso ieri sera da un’auto, mentre si trovava ai margini della statale 115 Gela-Vittoria, in contrada Piana del Signore, a poche decine di metri da un bar tabaccheria.

Chi lo ha investito, si è fermato subito dopo ed è stato interrogato dagli inquirenti. Ancora poco chiare le cause dell’incidente. La zona è quasi totalmente al buio e, probabilmente, il conducente della macchina non si è accorto della presenza dell’uomo. L’impatto è stato violentissimo. Di Cara è morto sul colpo. Inutile l’intervento dei sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

La pagina della cronaca, in provincia, fa registrare anche un’operazione da parte del nucleo di polizia economico-finanziaria di Caltanissetta, che al termine di 4 verifiche fiscali eseguite nei confronti di due società e due associazioni sportive create per la gestione della piscina comunale del capoluogo nisseno, ha scoperto una maxi evasione fiscale da circa 3 milioni e mezzo di euro ed individuato 232 lavoratori irregolari o in nero. I finanzieri hanno analizzato l’esigua documentazione contabile rinvenuta, operato il riesame dei conti delle società e ricostruito tutti i rapporti commerciali tenuti dalle stesse. Approfondendo le singole operazioni ed incrociando i dati delle fatture, le fiamme gialle hanno ricostruito l’intero ciclo aziendale. Attraverso gli accertamenti bancari operati sui conti correnti delle associazioni sportive che, come noto, godono di tassazione ed obblighi fiscali limitati rispetto ai normali contribuenti, è stato inoltre possibile accertare come le stesse siano state create al solo fine di nascondere al fisco i redditi conseguiti. Sono stati inoltre scoperti 206 lavoratori irregolari e 26 in nero assunti dal 2011 al 2016 dalle società e associazioni riconducibili alla gestione della piscina comunale.

 

In particolare, i dipendenti anche se inquadrati con il sistema di contratto di collaborazione continuativo, erano di fatto impiegati come normali lavoratori dipendenti, con un conseguente evidente risparmio illecito. L’attività ha consentito di denunciare quattro persone per utilizzo di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione ed occultamento e distruzione di documentazione contabile, ricostruire un giro d’affari milionario, attraverso il quale sono stati sottratti al fisco circa 3 milioni e mezzo di euro tra imposte dirette, iva ed irap, e di segnalare ai competenti organi accertatori 232 lavoratori in nero o irregolari. L’evasione fiscale, anche attraverso l’impiego di lavoratori in nero o irregolari, pervade la struttura economica del paese, generando illeciti benefici patrimoniali a danno dei commercianti onesti, che subiscono lo svantaggio concorrenziale fraudolento delle imprese sleali.

  

Giuseppe D'Onchia

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