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Confiscati beni ad odontoiatra per oltre 5 milioni

07 Ottobre 2017
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Niscemi 07 Ottobre 2017 - Beni per un valore di oltre cinque milioni di euro, riconducibili al medico odontoiatra niscemese Giuseppe Amedeo Arcerito, 64 anni sono stati confiscati dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza.

Il decreto è stato emesso il 1 luglio del 2015 dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta e divenuto irrevocabile il 12 settembre scorso, a seguito della sentenza della Suprema Corte di Cassazione. L’irrevocabilità del decreto di confisca ha permesso allo Stato di acquisire l’ingente patrimonio accumulato da Arcerito che – hanno dimostrato le indagini - risulta essere frutto della sua attività illecita e il reimpiego dei proventi dell’attività criminale. Le indagini hanno permesso di accertare che il medico non possedeva affatto la capacità economica per acquisire il patrimonio confiscato definitivamente, se non ricorrendo a risorse alternative illecite, e di verificare la sproporzione tra i redditi dichiarati rispetto al valore dei beni acquistati. I beni risultano essere intestati oltre che al dentista anche alla sorella Rosaria ed al marito Calogero La Rosa. Erano stati sottoposti a sequestro su proposta del Questore di Caltanissetta, nel dicembre del 2012, ai sensi della normativa antimafia, e successivamente, su ulteriore proposta della Procura della Repubblica presso il locale Tribunale nel gennaio del 2014. In totale i beni confiscati risultano essere 55, di cui 51 beni immobili (2 fabbricati, 15 terreni e 34 capannoni) e 4 beni mobili registrati (un’autovettura e 3 mezzi agricoli). Giuseppe Amedeo Arceito, appartenente a Cosa Nostra famiglia di Niscemi, è stato più volte raggiunto da provvedimenti restrittivi nell’ambito delle operazioni “Ricostruzione” del 2001 e “Parabellum” del 2011. Già condannato con sentenza del Tribunale di Catania nel 2002, divenuta definitiva nel 2003, a tre anni di reclusione, perché riconosciuto colpevole di associazione di tipo mafioso, per vari episodi di estorsioni ed altro. Secondo le risultanze investigative, in seno all’organizzazione mafiosa di appartenenza ha promosso, diretto ed organizzato lo stesso clan. Attualmente è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, con quotidiana presentazione alla Polizia Giudiziaria e di permanenza in casa nelle ore serali. Dopo la confisca dei beni operata nelle ultime ore, Arcerito dovrà essere sottoposto alla sorveglianza speciale, disposta dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Caltanissetta.

 

Giuseppe D'Onchia

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