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L’hanno ribattezzata operazione “Pacchi.it”

08 Giugno 2017
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Licata 08 Giugno 2017 - Si tratta dell’indagine avviata dai Carabinieri di Licata. Sette le persone destinatarie di altrettante misure cautelari, di cui una agli arresti domiciliari, tre con l’obbligo di firma e tre con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Sono tutti licatesi. Ai domiciliari è finito Cristoforò Famà di 35 anni. Le misure sono state emesse dal Gip del Tribunale di Agrigento su richiesta della Procura della Repubblica. L’attività investigativa condotta dai militari della stazione dei Carabinieri di Licata e dal Nucleo Operativo e Radiomobile dello stesso Comando, è frutto di mirati accertamenti relativi all’allarmante fenomeno delle truffe realizzate su piattaforma informatica , elemento molto radicato nel territorio licatese. Le indagini, avviate l’anno scorso, a seguito di numerose denunce presentate in diverse parti d’Italia per truffe verificatesi sul web, hanno permesso di identificare un gruppo di giovani, i quali, utilizzando piattaforme on-line come “Subito.it”, “Autoscout”, “Ebay”, “Bacheca.it”, inserivano delle offerte vantaggiose e dopo avere ottenuto la caparra, per cifre non superiori a 500 euro, versate con bonifico on line su carta prepagata di Postepay o altre carte virtuali, facevano perdere le loro tracce. I Carabinieri, analizzando 33 denunce prevenute, hanno identificato i soggetti coinvolti. L’attività investigativa (acquisizione di tabulati telefonici, intercettazioni, perquisizioni e sequestri), ha consentito di acclarare l’esistenza di un sodalizio preordinato all’attuazione di un programma “aperto” che aveva come oggetto la commissione di un numero indeterminato di truffe tramite inserzione di fraudolenti annunci di vendita su siti e-commerce. Le sette persone finite nell’occhio del ciclone, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alle truffe on line. Per gli investigatori, Cristoforo Famà è ritenuto il promotore e l’organizzatore del sodalizio sgominato nelle ultime ore. E a Niscemi, la Polizia, retta dal dirigente Andrea Monaco, ha denunciato una coppia di coniugi per truffa aggravata in concorso. Sono entrambi di Catania e hanno 24 e 26 anni. Gli agenti della squadra investigativa, nei pressi di Largo Mascione, hanno notato una donna che chiedeva delle offerte in denaro ai passanti. Insospettiti dall’atteggiamento guardingo della donna, i poliziotti l’hanno sottoposta a controllo. Dopo aver chiesto spiegazioni in merito alla raccolta di denaro che stava effettuando lungo le vie cittadine, la donna ha riferito di raccogliere fondi per conto di una onlus al fine di aiutare bambini bisognosi e gravemente malati; addirittura invitando anche i poliziotti ad offrire una somma di denaro. La donna, ha mostrato agli agenti un cartello riportante le effigie di un bambino con problemi di salute e con su scritto “Un aiuto”. Da un controllo eseguito dai poliziotti l’associazione non opera da più da due anni e non ha alcun referente per la Sicilia. Alla donna sono stati sequestrati 55 euro in monete di vario taglio. E’ stata la stessa a confessare agli agenti di essere arrivata a Niscemi accompagnata dal marito per racimolare qualche soldo ingannando gli ignari passanti e spacciandosi per volontaria dell’associazione. 

 

Giuseppe D'Onchia

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