Operazione “Tomato”: sgominata organizzazione di detenzione ai fini di spaccio di droga

19 Maggio 2017
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Gela 19 Maggio 2017 - Sedici persone raggiunte dal provvedimento restrittivo emesso dal Gip del Tribunale di Gela, su richiesta della Procura. L’accusa è di detenzione ai fini di spaccio di droga.

Duecentoventi gli episodi di smercio in strada, 64 i capi di imputazione. La scorsa notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta e quelli del Reparto Territoriale di Gela, hanno sgominato un’organizzazione, ben radicata sul territorio, che aveva contatti anche con altre realtà. L’operazione dei Carabinieri della sezione operativa di Gela, ha preso le mosse nel settembre del 2014, a seguito di alcuni arresti per rapina. In quell’occasione, gli investigatori vollero approfondire i canali di reimpiego del denaro rubato e con un’attività di indagine tecnica e di riscontro del territorio, coordinate dalla Procura, è stato accertato l’acquisto di sostanze stupefacenti a Palermo e Catania al fine di alimentare il mercato locale dello spaccio al minuto. Sono stati controllati passo dopo passo alcuni soggetti, già noti alle cronache giudiziarie, che avevano contatti privilegiati sulle due principali città siciliane dove – è stato riscontrato dall’inchiesta – acquistavano quantitativi considerevoli di droga (eroina e cocaina). Gli arrestati sono Massimiliano Avenia di 38 anni; Giovanni Battista Calascibetta, 61 e Antonia Cricchio di 63, ammanettati a Palermo; Fausto Giuseppe Fecondo, 45; Salvatore Graziano Mazzolino, 25 anni; Alessandro Scilio, 38; Salvatore Stamilla, 45; Luigi D’Antoni, 52 anni e Giovanni Traina, 52 anni. Agli arresti domiciliari sono finiti Gaetano Fiaccabrino, 46 anni; Luciano Guzzardi, 53 anni, residente a Catania; Gaetano Marino, 33; Giovanni Palermo, 49 anni e Salvatore Antonuccio di 40. Un altro soggetto, che si trova a Tempa Rossa, in provincia di Potenza, ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo quanto appurato dall’indagine, uno degli arrestati della scorsa notte, si è più volte recato a Palermo per acquistare eroina da reimmettere nel mercato gelese al minuto. Nel capoluogo isolano si acquistava l’eroina, mentre a Catania, si comprava la cocaina, in quanto il costo era più conveniente. La droga, a Gela - è stato riscontrato - veniva spacciata anche nel chiosco di una scuola di Piano Notaro. Era proprio il gestore del chiosco a fornire la droga, anche a studenti e durante la pausa di metà mattinata. Gli assuntori erano incensurati, anche in età adolescenziale. Il gruppo sgominato la scorsa notte, utilizzava un linguaggio criptico. In moltissime delle conversazioni registrate dagli investigatori, la droga era chiamata “caffè”, “pomodoro” e “cosa”. Un modo per dissimulare il reale oggetto dei dialoghi. Da qui il nome dell’operazione ribattezzata “Tomato”.  

 

Giuseppe D'Onchia

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