http://farmacia-senzaricetta.com/

Reperti archeologici: ritrovamenti di inestimabile valore

10 Febbraio 2017
Autore :  

Gela 10 Febbraio 2017 - Il fondale di contrada Bulala, a Gela, così come già testimoniato in altre circostanze, si conferma un vero e proprio scrigno di reperti di inestimabile valore.

Gela ha rappresentato un importante emporio commerciale sulla costa meridionale della Sicilia. I traffici con la Grecia, infatti, avvenivano via mare ed intensa era l’attività che veniva svolta alla foce del fiume, da sempre riconosciuto come il porto naturale della Gela Greca anche per la sua immediata vicinanza con l’acropoli cittadina di Bosco Littorio. Nei mesi scorsi, i finanzieri della Compagnia di Gela, assieme agli uomini della squadriglia navale di Licata e del Nucleo Sommozzatori di Palermo, in collaborazione con la Sovrintendenza regionale del mare, hanno eseguito un’organica attività di polizia giudiziaria al fine di reprimere i traffici illeciti, in merito alla presenza nella zona di alcuni relitti di navi greche, naufragate nelle immediate vicinanze del porto e quindi anche nelle acque di contrada Bulala. E durante le fasi sott’acqua, è stato accertato che le protezioni poste a tutela di un relitto erano state divelte. E si tratta – è chiaro – di un episodio preoccupante. L’attività ha permesso di rinvenire 47 lingotti di oricalco (metallo costruito da una lega tra rame e zinco utilizzato per la realizzazione di oggetti di valore e per la coniazione di monete) a dimostrazione del fatto che Gela era una città particolarmente ricca dove veniva lavorato il materiale da artigiani qualificati. Dopo l’oro e l’argento, in quel tempo, l’oricalco era considerato uno dei materiali più preziosi. Rinvenuti anche due resti di anfora massaliota di tipo greco orientale, di età arcaica, sesto secolo avanti Cristo; due elmi in perfetto stato di conservazione, di tipo corinzio, sempre del sesto secolo avanti Cristo; un’ampolla e un’ancora in legno, di epoca greca, in fase di studio per la determinazione del periodo storico di appartenenza. Già alla fine del 2014, furono rinvenuti 39 lingotti di oricalco, da un chilo ciascuno. Furono portati in superficie dalla Capitaneria di porto, dalla Guardia di Finanza e dai volontari dell’associazione Mare Nostrum, presieduta da Francesco Cassarino. In quell’occasione, furono ripescati anche una macina in pietra lavica e una statuetta raffigurante la dea Demetra alta circa 30 centimetri.

 

Giuseppe D'Onchia

Email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Login to post comments
 

Continua l'era dell'informazione

Registrazione Tribunale di Gela N° 96/2009   

Redazione: Via Ventura, 25 - 93012 GELA

Info e prenotazioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.