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Detenzione illegale di armi da fuoco, tre persone arrestate

08 Febbraio 2017
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Gela 08 Febbraio 2017 - C’è anche il gelese Francesco Piscopo, 73 anni, tra le tre persone arrestate dalla Polizia dei Commissariati di Comiso e Vittoria e dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa.

Le altre due persone finite in manette, sono i figli Calogero, 45 anni e Marco di 35. Padre e figli sono parenti dei fratelli Piscopo, condannati per la strage di San Basilio del 1999 a Vittoria, scaturita per alcuni contrasti all’interno del clan mafioso della Stidda. I tre congiunti, sono stati ammanettati per detenzione illegale di armi da fuoco. A seguito della segnalazione di colpi di arma da fuoco provenienti dalla zona nella quale insiste la loro residenza e dove vengono custoditi le loro greggi, è stato appurato che detenevano armi. Una minuziosa perquisizione, tra la vastità dei terreni e dello stato dei luoghi, ha permesso di rinvenire delle cartucce dentro casa. In un caseggiato adibito a magazzino, sono state trovate due pistole, con matricola abrasa, occultate ma pronte all’uso e perfettamente funzionanti. Uno dei Piscopo ha ammesso di detenere un’arma per difesa personale e per difendere le pecore dai cani che talvolta le azzannano. Il fucile – è stato riscontrato dagli agenti – era stato rubato anni prima ad un vittoriese. Calogero e Marco Piscopo sono stati reclusi nel carcere di Ragusa; Francesco Piscopo, considerata l’età avanzata, è stato ristretto ai domiciliari presso la propria abitazione. Le armi sequestrate sono state inviate alla sezione specializzata della Polizia Scientifica che le comparerà con quelle utilizzate in altri delitti.

 

Giuseppe D'Onchia

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