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Arresti per furto e ricettazione di rame

28 Gennaio 2017
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Ragusa 28 Gennaio 2017 - Furto aggravato, ricettazione e incendio commessi in concorso: sono le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Ragusa nei confronti di tre uomini, arrestati nelle ultime ore dalla Polizia e dalla Squadra Mobile.

Manette per Andrea D’Angelo, 29 anni; Jacopo Verzeroli, 36 e Fernando D’Amanti di 35. L’indagine ha avuto inizio a seguito delle due complesse operazioni denominate “Alta Tensione” 1 e 2 che hanno permesso di ridurre quasi del tutto i furti di cavi di rame per la conduzione dell’energia elettrica ai danni dell’Enel. In occasione delle due importanti operazioni, i dirigenti del settore sicurezza di Telecom hanno contattato gli uffici della Questura di Ragusa al fine di chiedere uno specifico intervento a tutela delle linee telefoniche ed in particolar modo degli utenti, spesso proprietari di aziende del settore agroalimentare e zootecnico della provincia di Ragusa che subivano ingenti danni alle loro attività. L’esame del fenomeno criminale dei furti di rame ai danni di compagnie di fornitura di energia elettrica era già ampiamente conosciuto, di contro quello dei cavi per linee telefoniche non era ancora stato studiato in modo approfondito. Un esame approfondito di tutti i reati subiti dalla Telecom ha permesso agli investigatori di concentrare i propri sforzi investigativi nel territorio di Comiso, dove, grazie alla collaborazione del gestore telefonico e quindi l’installazione di diverse telecamere, è stato possibile dare avvio all’attività. Le telecamere installate hanno permesso di constatare con certezza che gli i tre arrestati dopo che distruggevano le linee telefoniche, prelevavano i cavi telefonici per bruciarli (da qui il nome dell’operazione “Hot Line”). Per gli inquirenti, i tre arrestati avevano lo scopo di bruciare i cavi telefonici al fine di poter prelevare il rame o l’alluminio, altro metallo divenuto prezioso dopo che il rame è stato sostituito per i continui furti. L’attività d’indagine ha permesso inoltre di appurare che i criminali non fossero dediti solo ai furti di cavi di rame o alluminio ma a qualsiasi altro reato predatorio. L’attività d’indagine ha permesso di ricostruire diversi reati da loro commessi nel territorio casmeneo e ad Acate da giugno ad agosto 2015.

 

 

 

 

 

   

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Giuseppe D'Onchia

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