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Ladri in trasferta. Quattro arresti

06 Luglio 2016
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Ragusa 06 Luglio 2016 - Sono accusati di essere gli autori dei furti avvenuti a Comiso e a Santa Croce Camerina a partire dallo scorso ottobre e fino a gennaio scorso, ai danni dei proprietari di otto autovetture, due furgoni, un motociclo di grossa cilindrata e tre motocicli e di trenta colli di rete metallica.

Gli obiettivi principali erano auto di piccola e media dimensione (Fiat 500, lancia Y e Fiat Panda ed una Alfa romeo Mito), motocicli e furgoni da lavoro. In più occasioni, si aggiravano per le strade di Santa Croce Camerina e di Comiso, ma non disdegnavano Ragusa ed Acate, perpetrando i furti in ore notturne travisati con cappucci di felpe e berretti. Adesso sono in carcere. Sono tutti gelesi. Sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Ragusa e del reparto Territoriale di Gela, e dagli agenti della Polizia di Comiso e del locale Commissariato. Le manette sono scattate ai polsi di Gianluca Scollo, 31 anni; Salvatore Nicola Maicol Marretta, 26; Francesco Caci, 27 e Vincenzo Cassisi, 30 anni. Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa Monica Monego. Le ordinanze sono state emesse dal Gip Claudio Maggioni. I malviventi – secondo quanto ricostruito dalle investigazioni – aprivano i veicoli, per poi spostarli spingendoli a mano lontano dalle abitazioni, in modo da non provocare rumori che destassero sospetto, ed una volta al sicuro li mettevano in moto per portarli via senza perdere tempo. Se il mezzo dava qualche problema nel momento dell’avviamento, i ladri non perdevano tempo prezioso e lo lasciavano abbandonato come è successo ad una Fiat 500 rubata a Comiso e trovata abbandonata sulla strada che va da Comiso a Chiaramonte Gulfi o ad un furgone turbo Daily Iveco rinvenuto a Santa Croce Camerina a breve distanza dal luogo del furto. Un motociclo invece è stato addirittura trainato dall’autovettura usata dai malviventi per arrivare a Santa Croce Camerina, fino all’uscita della città, dove, in un secondo momento è stato messo in moto e portato via. Dalle indagini è emerso anche che i ladri depositavano i mezzi rubati in un garage, dove poi venivano smontati e venduti. Inoltre gli stessi hanno utilizzato lo stesso modus operandi per aprire il garage da dove sono stati portati via i motocicli da cross. Grazie all’acquisizione delle riprese delle videocamere a circuito chiuso di alcuni esercizi commerciali, è emerso non solo il numero delle persone che materialmente hanno operato i furti, ma soprattutto la loro abilità adottata per aprire ed asportare i veicoli, ed anche le vie di fuga utilizzate dagli stessi una volta commesso il reato. Tutti i furti oltre ad aver recato un danno economico alle vittime, hanno destato preoccupazione tra gli abitanti della cittadina iblea. Durante l’esecuzione delle misure cautelari, gli agenti di Polizia e i Carabinieri hanno effettuato anche cinque perquisizioni (quattro agli arrestati e una presso l’abitazione di un quinto uomo indagato per gli stessi reati ma non destinatario di ordinanza custodiale) ed hanno sequestrato due autovetture modello Fiat 500, una vespa Piaggio 125 sulle quali saranno effettuati accertamenti circa la provenienza; 4 centraline di vari modelli di autovetture notoriamente utilizzate per sostituire quelle originali delle macchine da rubare e un rilevatore di frequenze utilizzato per verificare la presenza di dispositivi di intercettazione.

 

Giuseppe D'Onchia

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