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Muos: confermato il sequestro

11 Marzo 2016
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Niscemi - È "certamente sussistente quantomeno per la prosecuzione dei lavori in epoca successiva all'annullamento del provvedimento di revoca delle revoche" la consumazione a livello indiziario del reato di abuso edilizio nella realizzazione di infrastrutture militari costituenti il sistema radar Usa 'Muos' in Sicilia.

E’ quanto scrive la Cassazione nelle motivazioni depositate in merito alla conferma del sequestro del 'Muos' che, rileva il verdetto, è stato disposto con finalità di salvaguardia dell'ambiente e della salute degli abitanti. Ad avviso della Cassazione, non ha meritato accoglimento la tesi dell'Avvocatura dello Stato che, per conto del Ministero della Difesa, chiedeva l'annullamento della conferma del sequestro del 'Muos', che sorge in contrada Ulmo, a Niscemi. Secondo l'avvocatura erariale, "il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha sostanzialmente sancito le piena regolarità urbanistica dell'opera e la validità dell'autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Caltanissetta e del nulla-osta dell'Azienda Regionale Foreste, residuando solo accertamenti su eventuali pericoli per la salute umana". Nella sua memoria difensiva, l'Avvocatura dello Stato ha insistito nel dire che i rischi per la salute degli abitanti sono "del tutto estranei alle esigenze cautelari perseguite con il decreto di sequestro che esulano dalla contestazione provvisoria". La Cassazione ha replicato che la sentenza amministrativa "non solo non ha affermato la illegittimità dei provvedimenti di revoca delle revoche, ma ha disposto ulteriori accertamenti sui pericoli per la salute dell'uomo nell'insediamento in questione". "Pericoli che - prosegue la sentenza 9950 della Terza sezione penale relativa all'udienza svoltasi lo scorso 21 gennaio - non sono certamente estranei ai valori tutelati dalle norme in materia paesaggistica e ambientale". "Va ricordato al riguardo, che l'ambiente non costituisce solo un valore estetico da salvaguardare nella sua staticità, ma luogo nel quale l'uomo esprime la propria personalità individuale e sociale senza pregiudizio per la salute, elevata a diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività". Con questa decisione la Suprema Corte ha confermato l'ordinanza con la quale il Tribunale della libertà di Catania, lo scorso 27 aprile, aveva confermato il sequestro del sistema satellitare americano. Un dirigente della Regione Siciliana e sei imprenditori saranno processati, il prossimo 20 maggio, davanti al Tribunale monocratico di Caltagirone per abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale per la costruzione del Muos. Lo ha disposto il procuratore Giuseppe Verzera che ha firmato un decreto di citazione diretta a giudizio. Secondo l'accusa, avrebbero realizzato l'impianto "senza la prescritta autorizzazione, assunta legittimamente o in difformità da essa". Ed avrebbero "eseguito i lavori per la realizzazione del Muos, insistenti su beni paesaggistici, all'interno della riserva orientata denominata Sughereta di Niscemi, in zona A, di inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario".

 

Giuseppe D'Onchia

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