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Gela: i presidi continuano ad aumentare

29 Gennaio 2016
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Gela - I presidi di chi a Gela protesta per la mancanza di lavoro, sono aumentati. Picchetto di operai sulla strada di accesso all’ingresso E dello stabilimento. Quanto deciso a Roma giovedì scorso, non risolve i problemi. Si chiede il lavoro. No alla cassa integrazione che ha un tempo prestabilito.

Intanto una riunione per la verifica del "protocollo d'intesa Eni per l'area di Gela" si svolgerà, l'11 febbraio prossimo, presso il ministero per lo sviluppo economico, a Roma. Una apposita convocazione è pervenuta, alle parti firmatarie del documento di programmazione industriale, cioè il ministero dell'ambiente, la Regione Sicilia, il Comune di Gela, l'Eni, Confindustria e i sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Si farà il punto della situazione in cui si trovano i lavori programmati dal protocollo siglato il 6 novembre del 2014, con il quale l'Eni si era impegnato a investire in Sicilia 2,2 miliardi da spendere in attività di ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi, nella bonifica delle aree dismesse del petrolchimico di Gela e di pertinenza dei pozzi petroliferi, e nella riconversione della raffineria di Gela in "green refinery" per la produzione di bio-carburanti. Ritardi nel rilascio delle autorizzazioni ministeriali hanno paralizzato alcune iniziative, causando il blocco delle imprese dell'indotto e le attuali proteste dei lavoratori rimasti senza reddito e senza strumenti di sostegno. L'Eni tuttavia conferma la validità dei propri impegni e annuncia l'inizio della costruzione dei nuovi impianti entro l'inizio della primavera 2016. Per accelerare l'iter delle autorizzazioni di cantierizzazione è stato deciso, di convocare per il 18 febbraio, a Roma, una apposita conferenza di servizi col ministero dell'ambiente. Anche i pensionati manifestano solidarietà ai lavoratori dell’indotto dello stabilimento Eni che da quasi due settimane protestano per la grave crisi occupazionale che ha interessato il comparto industriale. Questa mattina, presidio sulla strada provinciale Gela-Butera. Quanto sta accadendo – hanno sottolineato i pensionati – non coinvolge solo l’industria. E’ un’intera città che soffre.

Giuseppe D'Onchia

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