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29/06/1985 - 29/06/2018. In ricordo di un uomo straordinario…

05 Luglio 2018
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Gela 05 Luglio 2018 - Carissimo Zio Franco, Don Franco, figlio, fratello, cognato, padre spirituale… a te che hai donato te stesso ogni giorno della tua vita terrena alla tua famiglia e alla tua comunità, voglio dedicare un pensiero che possa raggiungerti ovunque tu sia.

 

Sono già passati 33 anni da quel lontano 29 giugno 1985, era un sabato e tutti noi eravamo lì a Piazza Armerina per vivere con te uno dei momenti più importanti del tuo cammino di fede.

Ero una bambina di appena 3 anni ed il mio ricordo di quel giorno è affidato all’immagine di quella vecchia fotografia di Te sdraiato a terra insieme ai tuoi compagni di seminario, ai piedi dell’altare di quella grande cattedrale che a me sembrava immensa. Correvo bambina lungo la navata laterale mentre si compiva per te il tempo di diventare sacerdote, ed un agnellino dentro una cesta di vimini veniva offerto simbolicamente durante l’offertorio.

Non potevo ancora capire il significato di quel momento, ma ne intuivo la solennità, ne respiravo l’importanza inconsapevolmente ignara di come avrebbe cambiato la tua vita per sempre.

Ricordi affidati a pochi scatti, scolpiti nel cuore e nella mente di ciascuno di noi.

Tutti presenti, sorelle, fratelli, nipoti, zii, amici e parrocchiani. Tutti lì per Te, per suggellare il Tuo amore a Dio ed iniziare un nuovo percorso che ti avrebbe portato a fare cose straordinarie, a lottare come un leone per la costruzione della Chiesa di San Sebastiano Martire, la casa della tua comunità parrocchiale, a celebrare la vita durante i matrimoni, a celebrare la vita eterna nei funerali, la speranza della fede nei battesimi, la gioia nelle comunioni, la conferma della fede nelle cresime.

La consacrazione della Tua vita ha lasciato un segno in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerti, indelebile, pregno di significato che anche oggi, a distanza di anni dalla tua dipartita, rivive nel ricordo dei tuoi gesti semplici, in quel sorriso che non si dimentica.

Zio, non ti nego che mi capita di temere di dimenticare la tua voce, calda rassicurante e affettuosa. Per allontanare ogni paura, allora, basta far tacere i rumori della vita per sentirla ancora quella voce, affidandola al ricordo di Te durante un’omelia, di un Tuo rimprovero, di un complimento che non facevi mai mancare alle tue sorelle che tanto amorevolmente ti preparavano il pranzo, delle parole dolcissime che riservavi alla nonna.

Hai lasciato tanto, hai sacrificato tanto, hai gioito immensamente nel vedere il progetto di Dio realizzarsi nella tua vita.

Ricordare l’anniversario del tuo sacerdozio ha ancora senso, non certo per cercare di colmare il vuoto che la tua morte indubbiamente ci ha lasciato, ma piuttosto perché sono certa che hai ancora qualcosa da donare alla tua amata Gela.

Il tuo esempio può aiutare tutti noi a superare le contraddizioni di una città troppe volte umiliata, a comprendere che ognuno deve fare la sua parte per migliorare la vita degli altri.

Gela ha bisogno di persone coraggiose, positive, fattive come lo sei stato tu anche durante la malattia.

L’immagine di Te in chiesa, durante le feste del Tuo ultimo Natale rimarrà sempre scolpito nella mia mente. Tossivi e avevi freddo ma non mollavi, non abbandonavi la Tua missione di uomo di Dio.

Sei stato un uomo che ha insegnato a vivere la speranza, a non mollare per ciò in cui si crede, a sperimentare il dono della fede sempre e comunque, a prestare il proprio servizio con spirito di abnegazione e umiltà.

Riesci ad essere un faro anche ora che non sei più fisicamente con noi, ed interpretando la tua vita attraverso i tuoi gesti non posso che augurare a ogni concittadino di seguire la via che hai simbolicamente tracciato per noi, a non perderla mai di vista per costruire un futuro migliore per la nostra Gela.

Grazie Don Franco…

 

Redazione

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