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“Chiudiamo l’ospedale di Gela”

30 Aprile 2018
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Gela 30 Aprile 2018 - Lo propone, provocatoriamente, il gruppo consiliare del Pd gelese in una sua nota con la quale denuncia la situazione di estrema precarietà in cui versa ormai da anni il nosocomio cittadino che dopo la riforma ospedaliera regionale serve un bacino di 150 mila abitanti assieme ai comuni di Niscemi, Butera, Riesi e Mazzarino.

In una nota inviata al commissario dell’Asp di Caltanissetta e diffusa ai cronisti, i consiglieri Pd ricordano che il “pronto soccorso” (primo reparto d’emergenza del Nisseno con oltre 46 mila prestazioni annue) opera in turni massacranti con soli 4 medici in servizio su 15 in organico; la “chirurgia” lavora con appena 3 medici in servizio; la pianta organica di “anestesia e rianimazione” è ridotta al 50% e si interviene solo nei casi urgenti; l’unità di “malattie infettive” è chiusa da un anno; la ”nefrologia” e la “dialisi” sono senza posti letto; la “cardiologia” non garantisce più prestazioni ambulatoriali”, liste di attesa lunghe di mesi e tante altre insufficienze. “A causa di carenze croniche che si trascinano da tempo – scrive il gruppo Pd – l’ospedale non riesce più a rispondere alle esigenze della città e del suo comprensorio, con reparti al limite del collasso organizzativo e pazienti che sistematicamente vengono trasferiti (sempre che si trovino ambulanze ed infermieri) in strutture private, per buona pace di chi continua a fare denaro a causa di una sanità pubblica volutamente disastrata”. “Recenti ed inutili riunioni con le più alte rappresentanze politiche della città e della Regione – denunciano i democratici -, hanno solo prodotto chiacchiere ed indifferenza”. E allora, ”tenuto conto che questa situazione mette a repentaglio la stessa vita dei pazienti se ne chiede immediata chiusura così rendendo realizzata finalmente, la volontà di chi vuole lasciare di Gela e il suo comprensorio senza alcuna possibilità di dare soccorso a chi chiede assistenza sanitaria”. “Chiudere il Pronto Soccorso?” Trovo la provocazione del PD di pessimo gusto! La Salute va tutelata in tutti i modi e con essa strutture e sanitari. Sono indignata! Lo dice in una nota il consigliere comunale de “Il Megafono” Sara Bonura. Nessuno – dice - si dovrebbe permettere di usare la parola “chiusura” considerato il momento tragico che sta vivendo la nostra città!!! Bonura si pone degli interrogativi. Che fine hanno fatto i progetti del Patto per il Sud? Come mai ancora non sono state espletate le gare? I lavori del porto rifugio quando inizieranno? E quelli del Museo archeologico? “Troppo facile dire chiudiamo!!!”. Bisogna lottare e se le riunioni non sono servite a nulla – continua - vuol dire che non abbiamo “Gridato Abbastanza”! Uniamo le forze e facciamo sentire la nostra voce!!! A cosa servono onorevoli e senatori se non fanno rispettare le nostre istanze? Anche loro sono cittadini gelesi oppure lo hanno dimenticato! Chiediamo un intervento immediato da parte del nuovo Commissario dell’ASP. Non è più il tempo di attendere, vogliamo fatti reali e concreti che facciano percepire a tutti i cittadini la volontà di potenziare i servizi sanitari del territorio gelese. Lo dice il presidente della V Commissione Ambiente e Sanità, Virigina Farruggia. Chiederemo al Commissario, un incontro al più presto, così da rappresentarle il lungo lavoro svolto dalla Commissione, a volte con spirito di collaborazione e a volte con spirito critico, a seconda delle situazioni, ma sempre con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. A poco servirà il recente intervento relativo al Centro Unico di Prenotazione, se poi gli utenti dovranno attendere tempi lunghissimi per ricevere un servizio dovuto.

 

 

Giuseppe D'Onchia

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